No del prefetto a Ye e Scott, Cisl: “Immagine di Reggio in frantumi, ora le scuse”

Rosamaria Papaleo leader Cisl Emilia Centrale – CEC

“L’unica cosa che resta da fare è raccogliere, con un bel bagno di umiltà, i cocci dell’immagine di Reggio andata in frantumi. Un patrimonio pubblico da ricostruire, a dimostrazione del fatto che quel mega evento non è mai stato solo una questione privata”: è amara la riflessione di Rosamaria Papaleo, leader di Cisl Emilia Centrale, all’indomani del colpo di scena che ha visto il prefetto di Reggio Emilia Salvatore Angieri vietare i concerti di Travis Scott (17 luglio) e Ye/Kanye West (18 luglio) alla Rcf Arena, i due eventi di punta del Pulse of Gaia Festival (ex Hellwatt).

E poi, per Papaleo, “servirebbero scuse alla città e un reale coinvolgimento della comunità, proprio quello chiesto da mesi e finito puntualmente contro un muro di gomma”.

Per il sindacato cislino, in ogni caso, “puntare il dito contro la Prefettura è un esercizio puerile. E nemmeno sappiamo, dato che non è mai stata fatta luce sui contratti, se questa decisione avrà effetti positivi sul recupero dei soldi investiti nei cachet dei due artisti. Quello che conosciamo è che la Prefettura, quindi il Ministero dell’Interno, ha valutato le informazioni che erano sul tavolo, quando sono state messe su quel tavolo”, riflette Papaleo, sottolineando anche la differenza con il resto dell’Europa: il Regno Unito ha detto no a West il 7 aprile, poi sono arrivate Polonia, Francia e Svizzera. A Reggio, invece, lo stop è arrivato solo il 29 maggio, a 35 giorni dalla partenza del festival.

Nella sede reggiana della Cisl i campanelli d’allarme sono scattati sin dal lancio del festival, all’epoca ancora denominato Hellwatt, avvenuto il 12 febbraio scorso nella Sala rossa del municipio di Reggio: “Regione, Provincia e Comune si trovarono sul tavolo dei relatori con informazioni poche o nulle, tanto che la Provincia inviò subito dopo una richiesta formale di chiarimenti e garanzie”, ricorda Papaleo.

“Se qualcuno avesse spiegato ai nostri amministratori che l’obiettivo era portare a Reggio un artista autore di parole e gesti pesantissimi, forse due riflessioni sulla compatibilità con la storia della città sarebbero state fatte, anche per evitare il rischio di essere antifascisti a giorni alterni”, rileva Papaleo: “Nulla è mai arrivato come riscontro nemmeno sulla proposta della Cisl fatta propria dal sindaco, di costruire un incontro distensivo tra l’artista e la comunità ebraica, per favorire lo svolgimento dell’evento senza tensioni. E se addirittura fosse stato fatto un sondaggio a monte, per capire quale tipo di show era più collegabile con il centro storico, le risposte avrebbero potuto essere sorprendenti”.

Il fatto che il concerto sia saltato, come spiegato esplicitamente dal prefetto, per motivi di ordine pubblico e sicurezza, per Papaleo “dimostra pure quanto fosse legittimo chiedere chiarimenti sul piano per la sicurezza di lavoratori e spettatori, sulle condizioni di lavoro e sulle ricadute logistiche sulla città. Non erano allarmi inventati: erano domande doverose, eppure anche in questo caso le risposte sono state silenzi imbarazzati”.

Ora che il danno è fatto, l’impatto di questa vicenda sull’immagine di Reggio per il sindacato “richiede un’analisi seria e trasparente. Chi ama Reggio ha tutto l’interesse che l’Arena diventi un’ambasciatrice della città, ma prima occorre sanare le ferite con l’unica medicina possibile: la trasparenza. Proprio quella che Cisl, lo scorso aprile, chiese al sindaco di mettere in campo, coinvolgendo la città. Trasparenza che ora potrà essere garantita nella seduta della sesta commissione Attività produttive e cultura della legalità, per riunire la quale Cisl lanciò un appello l’8 maggio raccolto, finora, solo dai consiglieri di opposizione”.

In quella sede, conclude Papaleo, “dovranno arrivare parole chiare. Chi ha responsabilità politiche, amministrative e organizzative deve spiegare cosa non ha funzionato, quali garanzie ci sono per i rimborsi, quali condizioni restano per gli altri appuntamenti e quali regole dovranno valere in futuro per eventi di questa portata. È il minimo sindacale per iniziare a fare pace con Reggio”.



Non ci sono commenti

Partecipa anche tu