Niente Ye né Travis Scott, Aragona: “Ennesimo disastro reputazionale per Reggio”

Alessandro Aragona Fratelli d’Italia intervista Regione – RER

La decisione del prefetto di Reggio Emilia di vietare i concerti di Travis Scott e di Ye/Kanye West, in programma il 17 e il 18 luglio alla Rcf Arena nell’ambito del Pulse of Gaia Festival, “è l’ennesimo disastro reputazionale per la nostra città”: sono parole dure quelle di Alessandro Aragona, consigliere comunale reggiano e segretario provinciale di Fratelli d’Italia.

“Erano gli inizi di febbraio”, ricorda Aragona, “quando il sindaco Massari, il presidente della Provincia Zanni e il capo di gabinetto della giunta de Pascale Luca Vecchi, in rappresentanza di tutti i livelli istituzionali del Partito Democratico, presentavano in pompa magna in conferenza stampa l’Hellwatt Festival. L’intento era ovviamente quello di mettere il cappello su un evento di cui si attendeva un grande successo”.

Ma a quattro mesi di distanza da quella conferenza stampa di lancio, il risultato per Aragona “è stato, ancora una volta, un disastro. Mentre la sinistra deflagrava tra i vari interessi che provava a tenere insieme, dall’Anpi alle cooperative rosse che di fatto governano la Rcf Arena, la giunta ha di fatto sabotato in un colpo solo sé stessa, la città e la reputazione di Reggio Emilia. Ancora una volta, ancora a livello internazionale”.

Nel frattempo, è l’accusa di Fratelli d’Italia, la città “non si era attrezzata per nulla: nessun piano sicurezza, nessuna interlocuzione sinergica con gli organizzatori, nessun confronto con imprese e albergatori reggiani (a proposito, chi li risarcirà delle migliaia di disdette?). Solo confusione, approssimazione organizzativa e comunicativa, e l’alimentazione di un clima di tensione e conflitto”.

La decisione del prefetto Angieri, dunque, secondo Aragona “non può che essere la logica conseguenza. L’ennesima ferita insanabile aperta dalla classe dirigente più imbarazzante di sempre, che ora prova pavidamente a defilarsi derubricando le proprie responsabilità, dopo aver provato a vendere il presunto dividendo reputazionale come proprio. Una vera vergogna, ma soprattutto una grande amarezza per tutti i reggiani”.



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