Il consiglio comunale di Reggio Emilia ha approvato la relazione all’istruttoria per l’affidamento in-house (cioè a gestione diretta) dei servizi di gestione della sosta in città e di ulteriori servizi complementari per la mobilità locale.
Il percorso dovrà verificare due aspetti: se tale modalità sia effettivamente conveniente per il Comune di Reggio Emilia e, contestualmente, se il Consorzio Act possa essere il soggetto a cui affidare questi servizi.
Il consigliere comunale della lista civica Per Reggio Giovanni Tarquini, però, parla di “maestri di propaganda”: “È il titolo onorifico che si meritano sindaco e giunta. È ovvio che occorrono strumenti adeguati per esercitare questa arte. Ed eccoli qui, sono quelli dell’informazione che sta al loro servizio. Quella stessa informazione, fortunatamente oggi isolata, che oscura e zittisce chi come noi non si arrende di fronte all’inganno e non si fida più di tante belle promesse”.
La vicenda della gestione della sosta e dei parcheggi attraverso una società in-house, secondo Tarquini, “è l’emblema di questo pessimo modo di amministrare la cosa pubblica. Al punto che un percorso molto complesso, dettato da norme stringenti e che potrà consentire una gestione diretta solo laddove si riuscirà effettivamente, e non si sa bene quando, a dare prova della maggiore economicità di una simile soluzione rispetto all’esternalizzazione del servizio, viene spacciato fin d’ora come una certezza e dato così in pasto all’opinione pubblica. E ciò, udite udite, addirittura ancora prima che il consiglio comunale affronti la discussione e si pronunci con il voto”.
Ma c’è di più, per Tarquini: “Sull’articolo premonitore cosa viene riportato di ciò che afferma con alte doti di preveggenza l’assessore competente? Che ‘Il piano sosta deve ancora essere definito, ma per l’utente sarà più semplice parcheggiare. Di tariffe non abbiamo ancora discusso‘. Praticamente per chi legge è già quasi tutto scritto e tutto fatto; sarà più semplice parcheggiare e mancano solo le tariffe. Ma a prescindere dal fatto che se non si aumentano i posti auto non si capisce proprio come potrà essere più semplice parcheggiare, con chi avrebbero già fatto tutto? Udite udite, con Act! Azienda recuperata dall’oblio e che, nella sua nuova veste, abbellita con una contestuale (!) modifica dello statuto, diventerà un probabile centro di grandi interessi, ovviamente politico-economici, guarda caso di parte”.
“Sì, di parte”, ribadisce Tarquini, “e questa volta i veggenti li facciamo noi. Questa non è buona amministrazione, nemmeno se ammantata da indubbie capacità del singolo assessore; un soggetto che risponde, per chiaro ordine di scuderia, a logiche e indirizzi che hanno già scottato più volte i cittadini e che non ispirano più alcuna fiducia. Troppe ombre, troppe strategie e poca chiarezza”.
Del resto, conclude il consigliere, “è pur vero che il principio è buono, il recupero di una gestione diretta della sosta e dei parcheggi nella prospettiva di un nuovo e allargato concetto di mobilità ha senso e può essere obiettivamente vantaggiosa; ma visto l’inizio propagandistico e il soggetto in-house già battezzato come il predestinato, facendolo risorgere dalle sue ceneri, noi, al momento, a quel gioco proprio non ci stiamo”.







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