Guerra in Medio Oriente, l’allarme di Confcooperative: “Imprese a rischio per i nuovi costi dell’energia”

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Non solo l’industria, ma anche l’autotrasporto, l’agroalimentare, la ristorazione collettiva, le costruzioni e i servizi alla persona “sono a rischio di una crisi senza precedenti”, a causa dell’aumento dei costi energetici legato al conflitto in Medio Oriente.

L’allarme arriva da Confcooperative Terre d’Emilia, secondo cui oltre la metà delle 620 cooperative aderenti sono ora esposte a un “rischio grave”, mentre per le altre l’aggravio dei costi determinerà comunque problemi rilevanti.

In diversi casi, spiega il presidente della centrale cooperativa Matteo Caramaschi, “si sta ancora pagando l’impennata dei prezzi (mai rientrata, tra l’altro, per i prodotti legati alle costruzioni) determinata dall’avvio del conflitto in Ucraina, quattro anni fa, e l’escalation che stiamo registrando (in Medio Oriente, ndr) rischia di infliggere colpi insopportabili alle realtà che operano nel comparto edile, nell’autotrasporto e nell’agroalimentare, con situazioni particolarmente critiche per i caseifici sociali”.

La situazione è molto pesante, secondo Caramaschi, anche per la ristorazione collettiva, “che richiede apporti energetici importanti sia per la preparazione che per la distribuzione dei pasti”, e per le cooperative della logistica e le cooperative sociali, “sia per i costi legati alla gestione delle strutture di accoglienza di anziani e di altre persone fragili sia per quelli connessi alle attività nel settore delle pulizie e alla gestione dei servizi ambientali”.

Gli impatti più rilevanti, secondo Confcooperative, si registreranno tra l’altro proprio sui comparti con i maggiori livelli occupazionali: 43.000 su oltre 46.000 lavoratori e lavoratrici delle cooperative aderenti all’organizzazione emiliana, infatti, sono impiegati nei comparti lavoro e servizi (che include costruzioni, logistica, autotrasporto, ristorazione collettiva), nelle cooperative sociali e nell’agroalimentare.

Nell’autotrasporto, sottolinea Caramaschi, “le imprese stanno scontando, oltretutto, anche l’aumento di assicurazioni e bolli legato a un provvedimento regionale, mentre nel sociale stanno sostenendo l’aggravio di un pur positivo, rilevante e responsabile rinnovo contrattuale avvenuto un anno fa. Tenendo conto del fatto che ci sono molte cooperative che lavorano su opere e servizi legati ad appalti pubblici, è innanzitutto urgente che le stazioni appaltanti adeguino i corrispettivi riconosciuti alle imprese a un nuovo scenario che modifica sostanzialmente i costi”.

Contemporaneamente, aggiunge il presidente di Confcooperative Terre d’Emilia, “occorrono interventi urgenti a sostegno di un sistema imprenditoriale che rischia una crisi molto pesante per rincari che, in molti casi, non risultano sopportabili, sembrano destinati ad aumentare e, come accade sempre nelle stagioni in cui si registrano fenomeni speculativi, manterranno i loro effetti negativi per un tempo indefinito”.



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