Non si è fatta attendere la controreplica di Fratelli d’Italia al video pubblicato venerdì 13 marzo sui propri canali social dal Laboratorio AQ16, che dopo i ripetuti attacchi ricevuti negli ultimi giorni dalla destra reggiana (e in particolare proprio da FdI) ha risposto invitando “Paglialonga, Aragona, Melioli e tutta la destra” a “moderare termini e linguaggio”, bollando le loro parole come “becera propaganda”.
Per Cristian Paglialonga, capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio comunale, “è inquietante sentir sostenere che le regole sulla sicurezza varrebbero solo per i locali che fanno profitto” (uno degli attivisti, nel video di AQ16, sosteneva che sarebbe “fuorviante e sbagliato accomunare AQ16 a un locale privato: AQ16 non fa profitto, e per questo ha la prerogativa di fare iniziative in sicurezza per chi le attraversa”).
La sicurezza, sottolinea Paglialonga, “non è un privilegio. Il fuoco non distingue tra locali ‘ricchi’ e locali autogestiti. Il fuoco uccide. E uccide quando chi organizza eventi non rispetta le regole e quando chi dovrebbe controllare decide di non farle rispettare”.
Ancora più esplicito il consigliere di FdI Lorenzo Melioli, che si spinge a richiamare addirittura quanto accaduto a Capodanno in Svizzera: “Lo abbiamo visto con il drammatico incendio di Crans-Montana, dove una serata si è trasformata in tragedia. A Reggio, per fortuna, non siamo davanti a una tragedia, ma oggi abbiamo la risposta su perché non siano state fatte rispettare le regole: per scelta di chi amministra la città”.
Il focus torna poi strettamente politico: “Per 23 anni a Reggio si è giocato con la sicurezza dei cittadini. La risposta del Comune alla nostra interrogazione è chiarissima: per la struttura denominata AQ16 non risultano agli atti certificazioni, autorizzazioni e titoli edilizi per le attività svolte. Eppure in quei locali per oltre 23 anni si sono svolti concerti, eventi musicali e serate con centinaia di persone. Questo significa che per oltre due decenni migliaia di ragazzi e cittadini sono entrati in quella struttura senza sapere di trovarsi in un luogo privo delle fondamentali condizioni di sicurezza previste dalla legge”.
Per Fratelli d’Italia “l’aspetto più inquietante” emergerebbe dalle stesse dichiarazioni dell’amministrazione comunale: “Secondo la maggioranza la situazione sarebbe stata ‘conosciuta e affrontata negli anni dalle diverse amministrazioni’. Quella frase cambia tutto. Se la situazione era conosciuta, significa una cosa sola: lo sapevano. E nonostante questo hanno scelto di non intervenire. Per 23 anni chi amministrava la città aveva tutti gli strumenti per agire: poteva pretendere la messa a norma, imporre gli adeguamenti di sicurezza, richiedere le certificazioni obbligatorie, sospendere gli eventi fino alla regolarizzazione. Non è stato fatto nulla”.
“Lo ammette lo stesso assessore Prandi, quando parla apertamente di ‘spazi concessi o tollerati negli anni’. Quella parola, ‘tollerati’, è la vera chiave di questa vicenda. Significa che l’amministrazione sapeva perfettamente cosa accadesse in quei locali e ha scelto di chiudere gli occhi. Quando un’amministrazione decide di tollerare una situazione del genere sta giocando con la sicurezza e la vita delle persone. Perché le norme sulla sicurezza non sono burocrazia: esistono perché quando non vengono rispettate le persone possono morire”.
“Oggi, invece di chiedere scusa alla città, la maggioranza attacca Fratelli d’Italia. Chi ha portato alla luce una situazione gravissima viene accusato di fare polemica. Chi per 23 anni ha tollerato tutto, oggi pretende di dare lezioni di responsabilità”. Paglialonga ne ha anche per il sindaco Massari: “Molti protagonisti di quella realtà erano candidati in una lista che sosteneva la sua elezione e dopo hanno ottenuto nomine lautamente pagate in consigli di amministrazione”.






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