È Roberto Albonetti, già segretario generale della Camera di commercio della Romagna (Forlì, Cesena e Rimini), il nuovo segretario generale della Camera di commercio dell’Emilia, nata dalla fusione tra le Camere di commercio di Reggio, Parma e Piacenza.
62 anni, laureato in giurisprudenza e poi alla Scuola superiore di alta amministrazione a Milano, Albonetti ha ricoperto incarichi di vertice sia in imprese private che in realtà pubbliche: va a sostituire Michelangelo Dalla Riva, che qualche mese fa ha assunto l’incarico di segretario generale della Camera di commercio di Verona, nel frattempo sostituito dai facenti funzioni Alessandro Saguatti e Francesco Tumbiolo.
La nomina di Albonetti è stata sancita dal Ministero delle imprese e del made in Italy (Mimit), che ha raccolto in tal senso le indicazioni emerse dalla giunta della Camera di commercio dell’Emilia.
Un atto, ha sottolineato il presidente dell’ente Stefano Landi, “che completa la composizione degli organi camerali e ci consente di rafforzare decisamente il percorso di implementazione dei servizi a sostegno delle imprese e di integrazione di funzioni che sta avvenendo anche attraverso l’inserimento di nuove figure professionali dopo anni di blocco delle assunzioni”.
In questi mesi, ha aggiunto Landi, “abbiamo avviato diversi nuovi progetti e servizi a beneficio delle imprese, e ora si avvia la stagione nella quale metteremo a disposizione ingenti risorse sui principali elementi di competitività del tessuto produttivo; a maggior ragione, dunque, è importante il presidio cui sarà chiamato il nuovo segretario generale”.
Albonetti guiderà una struttura alla quale fanno capo 111.500 imprese attive con 585.000 lavoratori: “Sono onorato – ha detto il diretto interessato – di poter lavorare al servizio di uno degli enti camerali più importanti del nostro Paese e, ugualmente, grato agli amministratori che hanno segnalato il loro gradimento a Unioncamere e al Mimit”.






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Sempre articoli "completi" ricchi di "polpa" culturale, intrisi di rappresentazione di decenni. Come a solito Fangareggi e' sul pezzo, e' un personaggio "intriso" di cultura […]
Un buon risultato che incoraggia, anche per i giovani che possono avviare imprese. Il Governo dunque non è un disastro come dicono il Pd e
Lepore, una bella lettera di saluto alla citta' di Bologna e poi le dimissioni, e' tutto qui....
Manca la ciliegina, oltre 100 miliardi di impegno spesa in riarmo annuali, destra o sinistra che sia, sommati alle spese energetiche triplicate grazie agli amici
Rimpiango i tempi del quotidiano l'Unita', quando usciva con allegato l'inserto Tango e poi Cuore. Oggi come oggi, sinceramente, non lo comprerei neanche per usarlo