Zingaretti: “Ecco i cinque punti per trattare con il Movimento 5 Stelle”

Nicola Zingaretti sede Pd

Appartenenza leale all’Unione europea, pieno riconoscimento della democrazia rappresentativa (a partire dalla centralità del parlamento), sviluppo basto sulla sostenibilità ambientale, cambio nella gestione dei flussi migratori (con pieno protagonismo dell’Europa), svolta delle ricette economiche e sociale in chiave redistributiva che apra una stagione di investimenti: sono questi i cinque punti indicati dal segretario del Partito Democratico Nicola Zingaretti nella relazione alla direzione nazionale del Pd, che ha approvato – per acclamazione e all’unanimità – un ordine del giorno per dare mandato allo stesso Zingaretti di avviare la trattativa per verificare la possibilità di un accordo per un governo di legislatura.

Purché sia in discontinuità con il precedente esecutivo gialloverde, che per Zingaretti “è stato uno dei peggiori della storia della Repubblica, dopo 14 mesi è fallito, lasciando un’eredità drammatica”. “Non credo in un governo di transizione che porti al voto. Sarebbe rischioso per i Democratici e anche per il Paese. Ora tocca a noi muoverci e indicare una strada. Dentro il percorso di consultazione dobbiamo dare la disponibilità se c’è la possibilità di una nuova maggioranza parlamentare in grado di dare risposte serie ai problemi del Paese”.

Un eventuale nuovo governo che per il segretario del Pd dovrà essere “di svolta, di legislatura”, altrimenti “è meglio andare alle urne”. Zingaretti si è detto “molto contento e soddisfatto per il livello di unità e compattezza che abbiamo trovato nella direzione del partito, che per la prima volta dopo moltissimi anni ha votato dandomi un mandato all’unanimità. Noi siamo pronti per riferire al presidente Mattarella la nostra piena disponibilità a verificare le condizioni di un governo di svolta utile al Paese”.

I gruppi parlamentari del Partito Democratico del Senato e della Camera sono attesi al Quirinale nella mattinata di giovedì 22 agosto alle 11.

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L’ordine del giorno della Direzione nazionale del Partito Democratico

La Direzione Nazionale del Partito Democratico:

giudica la caduta del governo lo sbocco naturale e necessario del fallimento della maggioranza gialloverde responsabile di una paralisi dell’economia, di un impoverimento diffuso, di un tessuto imprenditoriale ulteriormente provato e di un isolamento senza precedenti dell’Italia sulla scena europea e internazionale.

Rivolge un appello alle organizzazioni territoriali affinché sviluppino il massimo della mobilitazione e della iniziativa democratica in un passaggio particolarmente delicato per il futuro del Paese.

Ripone massima fiducia nell’azione del Presidente Mattarella che ringraziamo per l’opera incessante di tutela delle istituzioni e delle procedure democratiche.

Ritiene che in assenza di una chiara e solida maggioranza espressione del Parlamento attuale lo sbocco naturale della crisi siano nuove elezioni.

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Nel pieno rispetto delle sue prerogative la delegazione del Pd indica al capo dello Stato i presupposti sui quali intende concentrare la propria iniziativa per l’avvio di una fase politica nuova e la verifica di un’altra possibile maggioranza parlamentare in questa legislatura:

L’impegno e l’appartenenza leale all’UE per una Europa profondamente rinnovata, un’Europa dei diritti, delle libertà, della solidarietà e sostenibilità ambientale e sociale, del rispetto della dignità umana in ogni sua espressione;

Il pieno riconoscimento della democrazia rappresentativa incarnata dai valori e dalle regole scolpite nella Carta Costituzionale a partire dalla centralità del Parlamento;

L’investimento su una diversa stagione della crescita fondata sulla sostenibilità ambientale e su un nuovo modello di sviluppo;

Una svolta profonda nell’organizzazione e gestione dei flussi migratori fondata su principi di solidarietà, legalità sicurezza, nel primato assoluto dei diritti umani, nel pieno rispetto delle convenzioni internazionali e in una stretta corresponsabilità con le istituzioni e i governi europei;

Una svolta delle ricette economiche e sociali a segnare da subito un governo di rinnovamento in una chiave redistributiva e di attenzione all’equità sociale, territoriale, generazionale e di genere.

In tale logica affrontare le priorità sul fronte lavoro, salute, istruzione, ambiente, giustizia.

Evitare l’inasprimento della pressione fiscale a partire dalla necessità di bloccare con la prossima legge di bilancio il previsto aumento dell’Iva.

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Se tali condizioni troveranno nei prossimi giorni un riscontro basato sulla necessaria discontinuità e su un’ampia base parlamentare siamo disponibili ad assumerci la responsabilità di dar vita a un governo di svolta per la legislatura.

In caso contrario il Partito Democratico coinvolgerà le forze politiche disponibili a costruire un progetto di alternativa e rigenerazione dell’economia e della società italiana. Ci rivolgeremo alle energie più consapevoli della società, i giovani, le donne, movimenti, associazioni, la rete diffusa del civismo, dei sindaci e degli amministratori.

In un passaggio così delicato l’unità e compattezza del Partito Democratico, pure nella ricchezza del suo pluralismo, è una garanzia di tenuta per l’intero sistema politico e istituzionale.

La democrazia e i suoi canali di partecipazione sono un patrimonio prezioso che oggi tutte e tutti noi dobbiamo preservare in uno spirito di unità del più largo campo progressista.

Roma, 21 agosto 2019



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