L’Osservatorio permanente sugli utilizzi idrici, coordinato dall’Autorità di bacino del fiume Po, ha riunito tutti i partner in via straordinaria a Taglio di Po, in provincia di Rovigo, presso la sede del Consorzio di bonifica Delta del Po, per fare il punto della situazione.
Una situazione “particolarmente complessa e delicata”, quella del territorio del delta del Po, come sottolinea Francesco Tornatore, dirigente dell’Autorità di bacino distrettuale, a causa del perdurare di valori di portata ridotti del fiume che determinano condizioni favorevoli all’intrusione salina (la “risalita” di acqua del mar Adriatico nel tratto conclusivo del fiume): nel ramo di Pila/Venezia, il cosiddetto “cuneo salino” si attesta a 20 chilometri dalla foce, mentre nel ramo di Goro è arrivato anche fino a 25 chilometri.
In Emilia-Romagna sono diverse le richieste di deroga sui corsi d’acqua minori appenninici, ora al vaglio dell’Arpae e delle dighe piacentine di Mignano e Molato (piene entrambe al 42%), che continuano a fornire l’acqua all’agricoltura locale; mentre Ridracoli (piena al 78%) e Conca (percentuale di riempimento del 62%) stanno sostenendo il comparto idropotabile della Romagna, in quella che è praticamente la fase di picco stagionale di richiesta d’acqua.
Nelle zone più critiche del distretto, si stima che l’acqua attualmente a disposizione possa garantire non più di una decina di giorni di irrigazione (mentre non sono segnalate criticità per quanto riguarda l’acqua potabile).
Questi i valori di portata registrati nelle stazioni di riferimento alla data del 7 luglio: Piacenza 188 metri cubi al secondo, Cremona 232 m3/s, Boretto (Reggio Emilia) 261 m3/s; Borgoforte (Mantova) 271 m3/s, Pontelagoscuro, sul delta del Po, 307 m3/s.
Stando alle condizioni osservate e ai modelli previsionali elaborati, la severità idrica a scala distrettuale è stata confermata “media in assenza di precipitazioni”. L’Osservatorio tornerà a riunirsi il 21 luglio per un aggiornamento della situazione.






Non ci sono commenti
Partecipa anche tu