Treni e bus, in ER 240 milioni di investimenti

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Flessibile, integrato, ecologico e digitale: sono le quattro parole chiave a cui si ispira la proposta di atto di indirizzo del trasporto pubblico locale dell’Emilia-Romagna per il triennio 2021-2023, approvato mercoledì 7 luglio dalla commissione territorio, ambiente e mobilità dell’assemblea legislativa regionale dopo essere stato condiviso dall’assessore regionale a infrastrutture e trasporti Andrea Corsini con i rappresentanti di Anci (Associazione nazionale dei Comuni italiani), Province, Comuni, agenzie e aziende regionali del traporto pubblico locale e parti sociali.

Sono tre i filoni su cui la Regione intende incidere per rafforzare e rendere più moderno, competitivo e compatibile con l’ambiente il trasporto pubblico locale: integrazione gomma-ferro e tariffaria, digitalizzazione e investimenti.

Per quanto riguarda la prima leva, la Regione garantisce diverse forme di integrazione tariffaria, sia tra il servizio ferroviario regionale e la lunga percorrenza (2.500 utenti per un valore di circa due milioni di euro) sia tra il servizio ferroviario e il servizio urbano per le città con popolazione superiore ai 50mila abitanti (60mila utenti, per circa 6 milioni l’anno). Le risorse regionali correnti impegnate per la gestione dei servizi e delle integrazioni tariffarie sono state pari a 70 milioni nel 2020: saliranno a circa 80 milioni nel 2021 e a 100 milioni nel 2022.

Tra le misure confermate c’è “Grande”, l’iniziativa rivolta agli under 14 per incentivare l’uso del mezzo pubblico tra i più giovani che ha permesso a oltre 330mila ragazzi e ragazze di viaggiare gratuitamente sui servizi urbani delle città capoluogo e di quelle con popolazione superiore ai 50mila abitanti e sui servizi extraurbani regionali su gomma e ferroviari nei tragitti casa-scuola e tempo libero. Iniziativa estesa, per l’anno scolastico 2021-2022, anche agli under 19 appartenenti a famiglie con Isee fino a 30mila euro: una platea di altri 75mila studenti e studentesse.

Sulla digitalizzazione, invece, l’obiettivo è quello di rendere tutto a portata di smartphone: dagli orari dei mezzi in tempo reale ai biglietti per salire su bus e treni, fino alle informazioni sul riempimento dei mezzi, al pagamento del parcheggio e alla prenotazione dei taxi. Dopo la sperimentazione positiva dell’app Roger, la Regione si è impegnata a integrare i servizi digitalizzati includendo anche il trasporto non di linea (come taxi e noleggio auto con conducente) e il pagamento della sosta (che al momento è possibile solo a Bologna).

Capitolo fondamentale per la transizione ecologica è infine quello che riguarda gli investimenti, che ammonteranno a oltre 240 milioni di euro nei prossimi tre anni, di cui 185 milioni già finanziati: a partire dalle ferrovie regionali (oltre 300 km di linea), con l’elettrificazione delle linee reggiane entro il 2022 (32 milioni), cui seguirà l’elettrificazione della tratta Parma-Poggio Rusco relativa alle linee Parma-Suzzara e Ferrara Suzzara (40 milioni) e la linea Ferrara-Codigoro (da definire). Sono previsti inoltre interventi di ricucitura urbana per un totale di oltre 120 milioni che interesseranno le città di Ferrara e Bologna; in diverse altre città dell’Emilia-Romagna è prevista inoltre la soppressione dei passaggi a livello. Sempre in tema sicurezza, entro il 2022 tutta la rete ferroviaria regionale sarà attrezzata con il sistema di controllo marcia treno.

Relativamente al parco autobus, dopo i 600 bus finanziati nel quinquennio appena trascorso (circa il 20% della flotta regionale) la Regione ha promosso un nuovo imponente piano di acquisto di 1.322 nuovi mezzi (759 dei quali già previsti nei prossimi cinque anni) che la giunta regionale è pronta a co-finanziare con 212 milioni (annualità 2019-2033), coprendo circa il 60% del valore
complessivo dell’investimento di 353 milioni; la parte restante, invece, sarà a carico delle aziende del trasporto pubblico.

Altro capitolo riguarda il potenziamento della mobilità ciclabile, con l’obiettivo di raggiungere entro il 2025 la quota modale di spostamento pari al 20%. Nel corso del 2020 è stato erogato un finanziamento straordinario di 3,3 milioni ai Comuni interessati dalle misure di contenimento del traffico previste dal Piano aria integrato regionale per la creazione delle cosiddette “ciclabili di emergenza” e per misure di stimolo alla domanda di mobilità dolce. L’Emilia-Romagna, inoltre, è interessata dalla realizzazione di tre ciclovie nazionali: Ven-to, coordinata dalla Regione Lombardia, finanziata con un milione per il tratto piacentino e altrettanti per quello ferrarese; Sole, coordinata dalla stessa Regione Emilia-Romagna, che nei prossimi due anni finanzierà con circa 7 milioni altri tratti dopo quello inaugurato ad aprile tra Modena e Bologna; Adriatica, coordinata dalla Regione Marche, rispetto alla quale è ancora in corso lo studio di fattibilità tecnico-economica.

Il programma di investimenti ha inevitabilmente dovuto tener conto dell’impatto della pandemia di nuovo coronavirus sull’organizzazione e sugli orari delle città. In questo contesto l’altra sfida che ha imposto un ripensamento di tutto il settore dei trasporti è quella relativa alla transizione ecologica: in particolar modo le azioni per lo sviluppo di una mobilità sempre più sostenibile, in linea peraltro con quanto previsto dal Patto per il lavoro e per il clima che la Regione ha sottoscritto lo scorso dicembre con tutte le parti sociali, e per raggiungere gli obiettivi dell’Agenda 2030. Proseguirà quindi a ritmo spedito la sostituzione dei mezzi più inquinanti attualmente in circolazione, puntando invece su metano, elettrico e anche idrogeno.

“L’impatto del Covid sul trasporto pubblico locale è stato molto pesante e ancora oggi ne sentiamo tutti gli effetti – ha sottolineato l’assessore Corsini – ma dopo più di un anno possiamo dire che il sistema ha retto, grazie alla collaborazione di tutti: territori, aziende e agenzie del trasporto pubblico, personale e tecnici”. Senza dimenticare “gli investimenti straordinari, pari a circa 23 milioni di euro, che abbiamo destinato al settore. Ora, mentre la campagna vaccinale procede spedita e iniziamo a vedere la luce, dobbiamo iniziare a guardare in modo concreto al futuro per essere in grado di dare le giuste risposte e non farci trovare impreparati”.

Sono tre, secondo l’assessore Corsini, le sfide da affrontare per progettare lo sviluppo del trasporto pubblico locale, “che dovrà essere sempre più integrato con un maggior coinvolgimento dei mobility manager, dovrà favorire sinergie tra pubblico-privato e ispirarsi a logiche di specializzazione dei servizi per adattarsi meglio alle domande delle aree a basso regime di utenza”. La prima sfida riguarda l’andamento demografico, che vede una prevalente componente di invecchiamento della popolazione; quindi la transizione ecologica, finalizzata al contenimento e al superamento dell’emergenza climatica; infine la trasformazione digitale, che sta modificando profondamente la società.

“Dalle risposte che saremo in grado di dare a queste sfide – ha concluso Corsini – dipenderà lo sviluppo e la capacità di rendere sempre più prevalente il servizio di trasporto pubblico locale come sistema prioritario per la mobilità dei cittadini.



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