Rubiera. Il divieto di avvicinamento per stalking non basta: scatta divieto di dimora

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Il divieto di avvicinamento alla vittima (con tanto di braccialetto elettronico), disposto nei suoi confronti lo scorso febbraio dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Reggio Emilia, non è bastato per fermare un uomo di 49 anni, già denunciato per atti persecutori dalla compagna, una donna di 48 anni residente a Rubiera.

Come riscontrato dai carabinieri, i comportamenti dell’uomo non sarebbero cambiati di molto nemmeno dopo il provvedimento giudiziario: i militari hanno segnalato le violazioni avvenute negli ultimi due mesi alla Procura reggiana, che a quel punto ha chiesto e ottenuto dal gip l’aggravamento della misura cautelare a carico del quarantanovenne: dal divieto di avvicinamento si è passati al divieto di dimora nel territorio comunale di Rubiera.

Del resto già in precedenza le indagini dei carabinieri rubieresi avevano delineato un quadro di aggressioni verbali, comportamenti minacciosi e pedinamenti che avevano portato alla denuncia dell’uomo per atti persecutori. Il tutto era iniziato lo scorso ottobre, quando la donna aveva deciso di interrompere la relazione: da quel momento il quarantanovenne ha iniziato a offenderla ripetutamente con termini denigratori e volgari, a comportarsi in modo minaccioso nei suoi confronti, arrivando anche a sbattere le mani contro la porta della camera del figlio della compagna, tanto da costringere entrambi a cercare rifugio a casa di una conoscente.

Da quel momento in poi la quarantottenne è stata tempestata di telefonate e messaggi; l’ex compagno ha iniziato a pedinarla e ad appostarsi sotto le abitazioni in cui veniva di volta in volta ospitata. In un’occasione l’avrebbe anche inseguita in auto, sbarrandole la strada e strappandole con forza lo smartphone dalle mani per impedirle di chiamare le forze dell’ordine per chiedere aiuto: tutti comportamenti che, alla fine, hanno portato alla denuncia e ai divieti.



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