“Cattivi Praticanti” non è un disco che cerca risposte. Piuttosto semina il dubbio, instilla inquietudine e crea quel disagio necessario che costringe ad ascoltarsi davvero.
Ianez attraversa le contraddizioni del presente — sociali, politiche, emotive — senza offrire soluzioni, ma fermandosi nel punto più scomodo: quello in cui le parole smettono di essere dichiarazioni e diventano responsabilità.
Tra critica all’opinionismo, relazioni fragili e identità sempre più intercambiabili, il progetto costruisce una mappa lucida di un tempo in cui tutti parlano, ma pochi riescono ancora a restare davvero dentro quello che dicono.







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