Alan Fabbri, sindaco leghista di Ferrara, è indagato per diffamazione e violenza o minaccia contro un corpo politico.
Fabbri è stato iscritto nel registro degli indagati per un episodio avvenuto il 27 maggio durante la seduta del consiglio comunale in cui era chiamato a relazionare sull’incidente d’auto in cui era rimasto coinvolto il 4 maggio in provincia di Mantova (alla guida c’era l’assessora ferrarese Francesca Savini, che si era messa al volante con un tasso alcolico di tre volte superiore alla media).
Durante la seduta, dopo un breve discorso, Fabbri si alzò e andò a depositare sui banchi dell’opposizione un foglio con un vecchio lancio d’agenzia che riportava l’arresto – risalente al 2021 – del figlio (sorpreso con un pacco contenente circa mezzo chilo di hashish proveniente dalla Spagna) del consigliere di opposizione Fabio Anselmo, che era stato lo sfidante di Fabbri alle precedenti elezioni comunali. È stato lo stesso Anselmo, dopo quel gesto, a denunciare il primo cittadino.
“Non era mia intenzione renderlo di dominio pubblico, cosa che invece ha fatto l’ex candidato sindaco per il centro-sinistra Anselmo. Altrimenti lo avrei già fatto in campagna elettorale”, si difende ora Fabbri: “Era solo un modo per confermare di non essere come loro e di non avere i loro stessi metodi, che hanno sempre utilizzato nei miei e nostri confronti”.
“Sembra che dovrò quindi rispondere di due reati: diffamazione e violenza o minaccia contro un corpo politico (art. 338 c.p.)”, prosegue Fabbri: “A depositare la denuncia, come aveva già annunciato, è stato il consigliere di opposizione Fabio Anselmo, che non ha ancora capito che, per governare una città e ottenere consenso, bisogna conquistare la fiducia dei cittadini nelle urne e non nelle aule di tribunale. Mi chiedo dove sia finita quella libertà che tanto professano, se anche un articolo di giornale, peraltro già di dominio pubblico da anni, possa rappresentare un grave pericolo per l’opposizione”.
“Resto comunque fiducioso nella magistratura”, conclude Fabbri, “affrontando anche questa ennesima vicenda e ritenendo di aver sempre agito con correttezza, trasparenza e nell’interesse di tutti i cittadini”.






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