Una folla commossa ha voluto portare quest’oggi (giovedì 8 settembre) l’ultimo saluto a Matteo Incerti, 51 anni, giornalista e scrittore, attivista della prima ora e ufficio stampa grillino in Parlamento, tifoso della Reggiana (per la quale aveva anche lavorato all’epoca di Chiarino Cimurri), morto in seguito a un infarto il 14 agosto scorso mentre si trovava in Ontario (Canada) per presentare il suo ultimo libro sui pellerossa che hanno combattuto in Europa per liberarla dal nazifascismo.

La Sala del Commiato della Croce Verde in via Inghilterra, a Reggio Emilia, alle 16, era colma di gente di ogni qualità e genere: molti gli amici, giornalisti, compagni del movimento o ex, come Maria Edera Spadoni (vicepresidente della Camera), il consigliere comunale Fabrizio Aguzzoli, o l’ex Cinquestelle Alessandro Di Battista. Ma anche figure istituzionali della città, il presidente del Consiglio comunale Matteo Iori, e tanti altri ancora: stipati, in piedi, e incolonnati fino ai margini del terrazzo antistante lo spazio dedicato alle esequie.

In prima linea, a supporto dell’incolmabile dolore dei genitori e del fratello, gli amici di una vita di Matteo Incerti, il gruppo del Circolo dei Canali e poi della compagnia del centro di Reggio che si ritrovava negli anni giovanili in via Don Andreoli. A prendere la parola durante l’orazione funebre è stato l’amico Maurizio Valcavi, il quale, al termine di un commosso ricordo, ha concluso: “Per noi è stato un grande privilegio averti come amico. E non ci lasceremo mai”.








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