I gruppi consiliari reggiani di maggioranza – Partito Democratico, Europa Verde-Possibile, Movimento 5 Stelle e lista Massari sindaco – hanno annunciato che non parteciperanno alla seduta della commissione consiliare di giovedì 30 luglio convocata dall’opposizione per (ri)parlare della vicenda dell’Hellwatt Festival. La seduta, questa volta, prevede l’audizione dell’ideatore ed ex direttore artistico del progetto (poi allontanato a inizio maggio) Victor Yari Milani.
“Si tratta di una scelta meditata e motivata dal rispetto del ruolo delle istituzioni e della loro necessaria imparzialità”, spiegano i partiti di maggioranza in Sala del Tricolore: “Riteniamo infatti inopportuno che una sede istituzionale venga utilizzata in modo strumentale per ospitare il racconto di chi da mesi non ricopre più alcun incarico all’interno della società privata che organizzava il festival e che risulta tuttora coinvolta in un contenzioso giudiziario con la stessa società, dopo la revoca del suo incarico”.
Per Pd, M5s, Europa Verde-Possibile e lista Massari “è evidente come una simile seduta rischierebbe di trasformarsi nella rappresentazione unilaterale di una controversia tra soggetti privati che dovrà trovare definizione nelle sedi competenti, non certo all’interno del consiglio comunale. Le istituzioni non possono essere chiamate a dirimere rapporti di natura privatistica né possono prestarsi a diventare il luogo nel quale una delle parti coinvolte espone la propria ricostruzione mentre è pendente una causa. Tutto ciò ci appare una forzatura del ruolo della commissione consiliare e un utilizzo improprio delle sedi istituzionali, piegate alla sola polemica politica”.
Tutto questo a maggior ragione dopo le dichiarazioni rilasciate nelle ultime settimane dallo stesso Milani, caratterizzate anche da pesanti accuse rivolte a diversi soggetti della città, tra cui il Partito Democratico e Coopservice (che ora detiene il 93% di C.Volo, la società che ha in gestione la Rcf Arena di Reggio).
Circostanze che per la maggioranza “impongono all’amministrazione comunale di tutelare la propria immagine, la propria terzietà e il prestigio delle istituzioni cittadine. Non riteniamo corretto offrire una sede istituzionale a ricostruzioni unilaterali che, oltre a riguardare un contenzioso tra privati, rischiano di alimentare ulteriormente uno scontro che dovrà essere valutato esclusivamente nelle sedi giudiziarie”.
Il consiglio comunale, ricordano i quattro partiti, “ha già affrontato la vicenda attraverso una commissione, la competente n. 6 ‘Sviluppo economico e attività produttive’, nella quale la società che gestisce l’Arena ha illustrato le motivazioni che hanno portato all’annullamento del festival, rispondendo alle numerose domande poste dai consiglieri. Quel momento (il 12 giugno scorso, ndr) ha consentito al consiglio di acquisire gli elementi di conoscenza sui fatti, sul ruolo dell’amministrazione nel supporto organizzativo dei grandi eventi e sulle motivazioni della società”.
“Nessuno di noi sottovaluta l’impatto che l’annullamento di un festival di tale rilievo ha avuto sulla città e sul territorio. Al contrario, proprio perché riconosciamo il valore culturale, economico e promozionale di eventi di questa portata, riteniamo che oggi sia necessario guardare avanti e aprire una riflessione su come il sistema pubblico possa contribuire a sostenere iniziative capaci di generare sviluppo, attrattività e opportunità per Reggio. Non crediamo invece sia utile prolungare una stagione di polemiche trasformando la commissione consiliare nell’ennesimo capitolo di una vicenda che appartiene ai rapporti tra soggetti privati e che rischia di assumere i contorni di una ‘telenovela’ politica senza alcun beneficio per la città”.
“Crediamo che l’amministrazione”, concludono Pd, M5s, Europa Verde-Possibile e lista Massari, “debba continuare a lavorare affinché Rcf Arena rappresenti sempre più un patrimonio strategico per Reggio, favorendo una programmazione di qualità e sostenendo iniziative che abbiano ricadute positive sull’economia, sul turismo e sull’immagine del territorio. È questa la responsabilità che compete alle istituzioni: non alimentare controversie private, ma costruire il futuro”.






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