Le lavoratrici e i lavoratori del comparto multiservizi incrociano le braccia su tutto il territorio nazionale il prossimo 13 novembre. E’ sciopero, per l’intero turno di lavoro, per protestare contro il mancato rinnovo del contratto nazionale scaduto ormai da 7 anni e mezzo.
Una mobilitazione scaturita dal troppo tempo passato senza rinnovo contrattuale e senza aumenti salariali per lavoratori che si sentono invisibili mentre spesso sono stati definiti “eroi” in tempo di emergenza sanitaria perché indispensabili nelle attività di sanificazioni all’interno dei presidi sanitari, nel settore pubblico come in quello privato.
Il loro lavoro si svolge infatti in enti pubblici e comunali, ministeri, multiutility, call center, case di riposo ed aziende private.
“Sono persone lasciate per troppo tempo senza dignità di salario e sotto pressione, continuamente soggetti a cambi di appalto e cambi di divisa, dove come condizione necessaria si pretende per le stesse ore contrattuali più metri quadri da pulire – sottolineano Filcams Cgil Fisascat Cisl e Uiltucs Uil – .Da troppo tempo i committenti utilizzano il mercato per dettare le regole del contratto. Da troppo tempo le lavoratrici ed i lavoratori sono merce nel mercato mentre le associazioni datoriali continuano a fatturare non riconoscendo nulla alla propria forza lavoro – concludono i sindacati -. Così non è possibile andare avanti in modo sereno e unito come anche la difficile situazione del Paese richiederebbe” .






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