Reggio Emilia, 13 novembre ore 22.15. Clang clang, è il ritmico rumore metallico che mi accompagna in questo giro notturno nella città immersa nel silenzio. Sto pedalando. Qualche auto sfreccia infilzandomi coi fari, poi scompare inghiottita dal silenzio uggioso.
Il primo pensiero appena infilato viale Risorgimento, direzione circonvallazione, è «casa dolce casa». Tuttavia, grazie alla leggera inclinazione del viale e alla curiosità, arrivo dolcemente in circovallazione. Fotografo il “grattacielo”, poi rivolto verso Ospizio un altro scatto.
Alcune figure sono ferme nell’ombra dei portici di via Emilia san Pietro, un ragazzo attraversa la via Emilia, mentre risalgo la via “maestra” inoltrandomi nella città inanimata. Fotografo via Roma, proseguo e svolto in via don Andreoli e risalgo via Sessi verso piazza Martiri del 7 luglio… E nomade nella città, capto voci che escono da finestre illuminate, incontro rider e tassisti, fermi ad aspettare una chiamata; ad ogni rumore, amplificato dalla quiete pandemica, mi giro di scatto… Per ultima meta piazza Fontanesi che mi accoglie con alcune cataste di transenne gialle in una regione che sta per colorarsi di arancione.







Ultimi commenti
Dunque una celebrazione ufficiale ed aperta in settembre: quando i più o meno aficionados saranno rientrati e pronti ad accordarsi per il disco in arrivo.
il maghreb tutto ringrazia. dopo l’inaugurazione cercasi volontari ariani per farsi borseggiare, taglieggiare, picchiare in anteprima. seguira’ servizio compiacente su rete locale notariamente eco dell’
Proponiamo ai c.d. amministratori nostrani la riflessione alternativa: come sopravvivere in modo decente ad aggressioni e danni da maranza!?!
Purtroppo ha ragione su tutto il fronte...del porto degli imprevidenti/non amministratori locali.
Mah.. c’è chi riceve soldi dal comune e che fa opposizione perché non li riceve.. va a capir, in ogni caso la politica fa una