Parma. Sindaco capolista europee, opposizioni: tradisce il mandato

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Il Pd di Parma. Della candidatura del sindaco Pizzarotti al Parlamento Europeo si vociferava già da mesi e dunque la notizia non stupisce più di tanto chi segue la cronaca politica, anche perché da tempo ormai il sindaco ha preso ad occuparsi molto attivamente della politica nazionale.
Crediamo invece che questa scelta possa destare stupore nei cittadini che lo hanno eletto a sindaco di Parma da meno di due anni.

Ovviamente il sindaco Pizzarotti ha il diritto di candidarsi dove ritiene, ma pensiamo che la coerenza ed il rispetto per gli elettori impongano di terminare l’incarico per il quale si è stati eletti, prima di candidarsi ad un altro (peraltro incompatibile).
Se Pizzarotti verrà eletto all’Europarlamento (cosa non scontata) cosa farà? Sì dimetterà da sindaco a metà mandato, portando al voto anticipato la città, magari proprio nel “fatidico” 2020? Oppure rinuncerà al seggio europeo, tradendo così la fiducia di chi lo ha votato?

E ancora: intende correre alle europee da candidato sindaco dopo aver vinto le amministrative 2012 accusando il candidato del centro sinistra di avere il paracadute?
Lo scopriremo solo vivendo… Nel frattempo noi continuiamo a lavorare per il futuro di Parma, che è la cosa che ci sta a cuore più di ogni altra cosa.

Fabrizio Pezzuto Parma Unita Centristi: Pizzarotti candidato alle europee? Rotto il patto di fiducia con noi cittadini di Parma. Mi aspetto che si dimetta per il bene della città e si dedichi a tempo pieno alla sua nuova avventura.

La notizia della candidatura di Federico Pizzarotti alle prossime elezioni europee alza definitivamente il velo su quanto da tempo vado dicendo: Parma di fatto oggi perde il suo Sindaco che evidentemente ha fatto la sua scelta privilegiando il suo futuro in politica piuttosto che il rispetto del mandato che i cittadini gli hanno conferito per amministrare la città fino al 2022.

E non ci si venga a dire che questa è una candidatura di bandiera per portare voti alla lista, perché sarebbe doppiamente ingannevole per Parma e per gli elettori del Collegio e sarebbe perfettamente in linea con quella “vecchia politica” che il nostro sindaco dice di voler superare. Da troppo tempo era chiaro che le maggiori energie di Federico Pizzarotti sono state spese per l’obiettivo politico nazionale. A scanso di equivoci, la Legge impone le dimissioni da Sindaco in caso di elezione al Parlamento Europeo o la rinuncia al posto da europarlamentare.

Sul piano personale ovviamente non ho nulla da eccepire rispetto a questa decisione, su quello politico invece qualche considerazione a questo punto va fatta. Parma ha bisogno di un’amministrazione al completo e di un Sindaco a tempo pieno, ne ha bisogno perché troppe partite cruciali rimangono aperte: dall’aeroporto al progetto “Capitale della Cultura 2020”, solo per citarne due, ma anche il futuro del nostro polo fieristico, la cura e lo sviluppo di tutte quelle dotazioni infrastrutturali di cui una città come la nostra ha bisogno, la cura della città e la lotta al degrado, il rilancio del centro storico, la lotta alle nuove e vecchie povertà, la ricerca di maggiore sicurezza.

Perdere un Sindaco impegnato in campagna elettorale per quasi due mesi è un lusso che nessun territorio dinamico può permettersi, meno che meno può farlo Parma! Se a questo si aggiunge il fatto che già da un anno il Sindaco risulta “diversamente presente” in Comune, impegnato in presentazioni o incontri politici che nulla hanno a chè fare con la città, il quadro è completo.

Per me, in politica non tutto è concesso, chi viene eletto per un mandato non può svicolare dopo 2 anni per qualcosa di meglio; nella mia scala valoriale della politica non esiste il salto della poltrona o il tradimento degli elettori.

Per questo motivo non sarò io a chiedere le dimissioni, ma mi attendo che Federico Pizzarotti faccia un gesto d’amore verso la sua città, oltre che un gesto di coerenza rispetto a sé stesso ricordando quanto contestava nel 2012 al candidato sindaco Vincenzo Bernazzoli. Mi aspetto che lo faccia per il bene della sua città e per il rispetto che ogni Sindaco deve verso i cittadini che lo hanno eletto.

Se così sarà, io personalmente sarò pronto a fare tutte le valutazioni necessarie, senza preclusione alcuna, per dare avvio a una nuova fase amministrativa che traghetti Parma alle prossime elezioni in tempi rapidi per poter avere un Sindaco vero e concentrato sulla scadenza del 2020.

Parma Protagonista. Dopo mesi di assenza dalla città dovuta all’avventura nazionale di Italia in Comune, il sindaco dell’altrove si concede altri 45 giorni di campagna elettorale europea, per potersi poi giocare eventualmente la partita della regione Emilia Romagna. Una specie di salto triplo insomma, da parte di chi spergiurava che avrebbe fatto il sindaco per 5 anni e rimproverava al suo avversario Paolo Scarpa di essere mosso esclusivamente da “ambizione personale”. Parma si trova così ridotta al ruolo di trampolino di lancio, in una situazione di incertezza politica e amministrativa, dopo neppure venti mesi dalle elezioni che hanno confermato Pizzarotti sindaco.
Se verrà eletto parlamentare, dovrà scegliere l’una o l’altra carica e se – come molti già dicono e lui stesso ventila – le europee sono solo una vetrina mediatica per la successiva campagna elettorale regionale, siamo alla negazione del senso delle istituzioni e alla presa in giro degli elettori. Per questo riteniamo che Pizzarotti debba rassegnare oggi stesso le sue dimissioni, perché possa essere libero di inseguire le proprie ambizioni senza portarsi dietro la città, che ha bisogno di riprendere in mano se stessa ed essere governata davvero; per evitare insomma a Parma l’umiliazione di essere la scenografia di una campagna permanente di chi dovrebbe lavorare per la città e invece lavora per se stesso, con la scusa della “guerra di civiltà” contro le destre.
Dopo sette anni di amministrazione Pizzarotti, molti problemi di Parma rimangono irrisolti: il disagio delle periferie, l’abbandono del centro, le difficoltà del sistema di welfare, le infrastrutture per la mobilità, la qualità dell’aria, il trasporto pubblico, la sicurezza. In sette anni non si è data una risposta alla crisi dell’aeroporto, al Teatro dei dialetti, al Ponte Nord, all’accessibilità delle Fiere, alla Stazione, al risanamento ambientale, al riequilibrio del sistema commerciale, mentre si sono buttati soldi pubblici in orrori urbani come la rimozione del progetto Botta di Piazzale della Pace. Intanto sul bilancio comunale grava la minaccia di un contenzioso milionario per le procedure seguite nell’autorizzazione del Centro Commerciale di Baganzola.
Auguriamo a Pizzarotti un felice futuro da politico, ma fuori da Parma: compia un gesto di dignità e lasci che la città torni a riappropriarsi del suo destino con nuove elezioni.