Finisce anche all’attenzione della Regione Emilia-Romagna il disastroso epilogo della vicenda dell’ex Hellwatt Festival (che nemmeno la metamorfosi in corsa in Pulse of Gaia Festival è riuscita a scongiurare) e dei concerti in programma nei primi tre weekend di luglio – e alla fine tutti vietati o annullati – alla Rcf Arena di Reggio Emilia.
Lo fa con il consigliere regionale reggiano di Fratelli d’Italia Alessandro Aragona, che ha presentato un’interrogazione a risposta scritta alla giunta de Pascale per chiedere di fare chiarezza sulle criticità emerse via via attorno al progetto fino al suo definitivo naufragio.
L’iniziativa, presentata ufficialmente a febbraio alla presenza di rappresentanti istituzionali locali e regionali, “era stata promossa come uno degli eventi musicali più rilevanti dell’anno, con l’obiettivo di attrarre pubblico da tutta Europa”, ricorda Aragona, che sottolinea anche come la partecipazione di figure pubbliche come il sindaco di Reggio Marco Massari e l’ex sindaco della città Luca Vecchi “aveva contribuito a conferire al progetto un forte profilo di credibilità e legittimazione pubblica”.
“Quando le istituzioni partecipano alla presentazione di iniziative private”, spiega Aragona, “i cittadini percepiscono quella presenza come una garanzia di affidabilità. Per questo è fondamentale comprendere quali verifiche siano state effettuate prima di sostenere pubblicamente un progetto poi rivelatosi problematico”.
Nel suo atto ispettivo, il consigliere di Fratelli d’Italia chiede alla giunta regionale di chiarire alcuni aspetti della vicenda: quali controlli siano stati effettuati sulla solidità organizzativa ed economica del festival e sulla sua sicurezza; se la Regione fosse a conoscenza delle criticità emerse successivamente; quali documentazioni e garanzie siano state acquisite prima della presentazione ufficiale; se vi sia stata una sottovalutazione dei rischi; se la presenza di esponenti istituzionali abbia avuto un effetto di legittimazione pubblica del progetto.
L’interrogazione di Aragona, inoltre, richiama l’importanza strategica della Rcf Arena, infrastruttura realizzata anche grazie a risorse pubbliche: circa 1,7 milioni di euro su un investimento complessivo di 11,5 milioni, rimarcando come il suo utilizzo coinvolga direttamente l’interesse generale della comunità: “Alla luce di quanto accaduto, è necessario fare piena chiarezza per evitare che situazioni analoghe possano ripetersi e per garantire la massima tutela dell’interesse pubblico”.







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