Sala conferenze esaurita in ogni posto, in Confcooperative, per il primo appuntamento fissato dal piano formativo organizzato dalle centrali cooperative, dalle organizzazioni sindacali reggiane e dalle consigliere di parità provinciali per promuovere azioni antiviolenza e antimolestie sui luoghi di lavoro.
Al centro del confronto un tema talvolta sottovalutato, di individuazione non sempre facile, accomunato ad altre forme di violenza (quelle domestiche, in particolare) dal silenzio delle stesse vittime, in questo caso per la paura della perdita del posto di lavoro. Proprio a questo esito drammatico, tra l’altro, non di rado si giunge anche in caso di denuncia delle molestie subite (non sempre facilmente dimostrabili e tendenzialmente difficili da riconoscere come elemento che segna gli ambienti di lavoro), al contrario di quanto avviene tra le mura di casa, dove è il violento ad essere allontanato.
E proprio sulla comprensione dei diversi modi in cui si sviluppano nelle aziende i fenomeni di violenza e molestia e delle norme di legge atte a prevenirli e contrastarli si è incentrato l’avvio del corso, segnato dagli interventi degli esponenti di Confcooperative, Legacoop Emilia Ovest, Cigil, Cisl e Uil e dalle docenze delle consigliere di parità della nostra provincia, Maria Mondelli e Francesca Bonomo.

Il piano formativo – è stato detto in apertura dei lavori – ha lo scopo di offrire alle imprese un vero e proprio vademecum su questioni non facilmente individuabili né affrontabili senza adeguati strumenti di lettura e di contrasto e si inserisce tra le azioni previste dal protocollo siglato dalle centrali cooperative e dalle organizzazioni sindacali poco più di un anno fa.
Per i 41 partecipanti all’iniziativa (provenienti da imprese cooperative di piccola, media e grande dimensione) il prossimo appuntamento è fissato per il 19 febbraio.






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