“Meloni morta” e, subito sotto, “Fasci e infami” e il simbolo della falce e martello: sono le due grandi scritte – vergate a caratteri cubitali da mani ignote con spray rosa (la prima) e nero (la seconda) – comparse improvvisamente nella notte tra giovedì 4 e venerdì 5 giugno sui gradoni dell’anfiteatro del Bonvi Parken di Modena, che tra l’altro era stato ripulito da scritte e graffiti soltanto 24 ore prima. Le forze dell’ordine stanno indagando per risalire al responsabile (o ai responsabili) del gesto.
Il sindaco di Modena Massimo Mezzetti è intervenuto immediatamente per stigmatizzare quanto accaduto, annunciando che le scritte saranno subito cancellate: “Condanno in modo netto il gesto e quanto è stato scritto in riferimento alla presidente Meloni. Ho già detto e lo ripeto: vedo troppo odio e violenza verbale in giro, non bisogna mai sottovalutare questo clima. Modena è altro e su questo dobbiamo continuare a insistere con tenacia, isolando chi compie questi gesti che non rappresentano la comunità”.
Sull’episodio si è espresso anche il senatore Michele Barcaiuolo, coordinatore regionale di Fratelli d’Italia in Emilia-Romagna: “Siamo di fronte a un gesto vile e intimidatorio che colpisce non solo una persona, ma le istituzioni democratiche nel loro complesso. Mi auguro che tutte le forze politiche abbiano l’onestà intellettuale di condannare quanto accaduto. Il confronto politico non può mai degenerare in odio, minacce e auspici di morte. Confido nel lavoro delle autorità affinché venga fatta rapidamente piena luce e siano individuati i responsabili”.
Indignato anche Luca Negrini, capogruppo cittadino di Fratelli d’Italia: “Quello che abbiamo trovato è semplicemente inaccettabile. Siamo di fronte a un clima d’odio che in città è sempre più palpabile e che non può essere minimizzato. C’è poi un ulteriore elemento assurdo: il Bonvi Parken è uno spazio pubblico su cui sono stati effettuati interventi pagati dai cittadini, ostaggio dell’inciviltà di chi ritiene normale imbrattare beni comuni per diffondere odio”.
Agli autori del gesto, aggiunge Negrini, “diciamo chiaramente che non ci faremo intimidire. Chi agisce di notte, nascondendosi dietro una bomboletta spray e l’anonimato, dimostra soltanto di non avere il coraggio delle proprie idee. Quando si arriva ad augurare la morte a un avversario politico si è già oltrepassato da tempo il limite del confronto democratico. Tutta la città deve reagire con fermezza”.
La condanna è comunque bipartisan: il presidente del consiglio comunale Antonio Carpentieri, a nome di tutti i gruppi consiliari modenesi, lo ha definito “un gesto inaccettabile che colpisce non solo la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ma i principi fondamentali del confronto democratico e del rispetto delle istituzioni. Di fronte a manifestazioni di odio e intolleranza non possono esserci ambiguità, il dissenso politico deve sempre esprimersi nel rispetto delle persone e delle regole della convivenza civile. Come membri del consiglio comunale e come cittadini non possiamo che rinnovare la nostra condanna verso ogni forma di violenza verbale e di incitamento all’odio, ribadendo l’impegno a difendere i valori del dialogo democratico e del rispetto reciproco”.







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