Lettera della prof Udovisi agli studenti reggiani: “Mio padre, infoibato, sopravvissuto e testimone”

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Nel Ricordo delle foibe e dell’esodo istriano fiumano e dalmata. Lettera aperta alle scuole.

Reggio Emilia 10 febbraio 2021

Cari studenti, gentili insegnanti,
se le misure anticovid possono in questo periodo condizionare la vita di relazione, di certo non limitano, nel cuore di chi è legato a questa triste pagina di storia, il Ricordo delle Foibe e dell’Esodo degli italiani di Istria, Fiume e Dalmazia.

Negli ultimi dieci anni, grazie al Comune di Reggio Emilia nel 2011 e al Comune di Quattro Castella in tutti gli anni successivi, questa ricorrenza è stata ufficialmente ricordata.

La Sala Consiliare di Quattro Castella ha visto avvicendarsi nel tempo: storici, testimoni, esuli o loro discendenti, giornalisti, registi cinematografici, attori di teatro come Simone Cristicchi.
Sono stati incontri di grande intensità a cui tutti i presenti, in particolare gli studenti, hanno partecipato con profonda attenzione ed emozione.

Questo importante lavoro è stato svolto con il fine di raccontare e diffondere la memoria di un pezzo di Storia Nazionale: la mattanza di migliaia di italiani vittime delle foibe, anche a guerra finita.

L’esodo forzato di centinaia di migliaia di italiani da terre di lingua e cultura italiana da secoli.

L’esperienza allucinante di mio padre, Graziano Udovisi, infoibato, sopravvissuto e testimone.

Una lunga pagina di storia, questa. Ignorata dal 1945 fino alla promulgazione della Legge istitutiva del Giorno del Ricordo, il 30 marzo 2004, da parte del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi.
Da allora se ne parla con sempre maggiore risonanza, nella consapevolezza che non ci possono essere vittime di serie A o di serie B ma tutte hanno pari dignità, che ricostruire la storia e farne memoria è un dovere da esercitare e un diritto da rispettare.

Da allora, alle vittime di questo atroce e pianificato massacro sono stati intitolati monumenti, vie e piazze, sia in Italia che all’estero, nelle città e nei paesi dove gli esuli istriani, fiumani e dalmati hanno cercato di ricomporre la propria vita stravolta.
Fa male però, ancora oggi, assistere a violente opposizioni e a sterili riduzionismi.

Il Giorno del Ricordo delle Foibe e dell’Esodo istriano, fiumano e dalmata ci deve servire per riconoscere quanto devastanti sono gli effetti della guerra, dell’odio tra i popoli e ci deve far capire quanto invece la pace, la libertà e la democrazia siano preziose e mai scontate.

Ricordiamoci che non sono i Trattati tra le Nazioni a costruire la pace. La pace passa attraverso le persone, attraverso il comune sentire. Passa attraverso tutti noi, la nostra intelligenza e la nostra volontà di pace.
Mio padre Graziano Udovisi, nel suo libro “Foibe, l’ultimo testimone ” scritto pochi mesi prima di morire, ha lasciato in eredità a tutti noi la sua storia, insieme alla storia delle vittime di quell’inferno. Se la portava scritta dentro da quel lontano 14 maggio 1945, davanti alla foiba di Fianona.

Una voragine da cui lui, pur sopravvissuto, con l’anima non è mai uscito.
Il nostro ricordo possa restituire a tutti loro ciò che il silenzio, l’indifferenza, la negazione hanno tolto.

Con tutto il cuore.

Professoressa Raffaella Udovisi



C'è 1 Commento

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  1. Giovanni Catellani

    Grazie, Prof.ssa Udovisi, per questa bella lettera.
    Il giorno del ricordo è importante e il suo messaggio agli studenti lo sottolinea in modo accorato.
    Carlo Azeglio Ciampi è stato un Presidente molto amato, anche qui a Reggio, e tutti dovrebbero ricordare quanto sia importante rispettare le ricorrenze istituzionali per rilanciare il senso della politica.
    Le sue parole ci confortano e portano un pò di pace.


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