L’Emilia-Romagna serra le file nella lotta contro le zanzare per limitare la diffusione del virus West Nile

zanzara Culex Pipiens virus West Nile

In Emilia-Romagna sta entrando nella fase cruciale la lotta alla diffusione del virus West Nile. La Regione, accertata la circolazione precoce del virus e alla luce del rischio di un rialzo dei contagi, ha coinvolto i Comuni attivando tutti gli strumenti a disposizione: lotta antilarvale, controllo e sostegno alle attività dei privati, interventi straordinari in caso di manifestazioni all’aperto nelle ore serali, manutenzioni dei parchi pubblici. Nei territori più colpiti, inoltre, saranno effettuati trattamenti adulticidi settimanali fino al 10 settembre negli ambienti frequentati dalle persone più anziane.

Nell’ambito del piano regionale di sorveglianza e controllo delle cosiddette “arbovirosi”, la giunta regionale ha confermato anche per il 2022 il proprio impegno economico, stanziando un milione di euro destinato a tutte le aziende Usl e ai Comuni che contribuiscono ad attuare le azioni per contrastare la diffusione delle zanzare comuni.

Il virus West Nile è endemico, ovvero è presente ormai in maniera stabile in Emilia-Romagna e nelle regioni del bacino padano. Il suo ciclo di moltiplicazione si sviluppa tra alcune specie di uccelli e le zanzare comuni (Culex pipiens, attive in particolare di sera e di notte). L’uomo – come pure i cavalli – può essere occasionalmente infettato attraverso le punture di zanzara, ma a quel punto l’infezione virale non si trasmette più dalla persona infettata ad altre zanzare, né ad altre persone.

Il contatto con il virus di solito sfocia in un’infezione che nella maggioranza dei casi decorre senza sintomi: in alcuni casi, invece, può svilupparsi la malattia denominata West Nile Disease, che si manifesta con sintomi evidenti che possono ricordare una sindrome influenzale, ma che durano soltanto per pochi giorni. Tuttavia, anche se di rado, e soprattutto in persone già debilitate, la malattia può arrivare a causare gravi forme neurologiche che richiedono il ricovero in ospedale e che possono condurre a esiti permanenti, o persino al decesso dei pazienti colpiti.

Il sistema di sorveglianza previsto dal Piano regionale arbovirosi 2022 ha evidenziato la circolazione del virus West Nile in zanzare catturate nelle province di Piacenza, Parma, Reggio, Modena e Ferrara già a partire dall’inizio di luglio, con un anticipo di circa 10 giorni rispetto al 2021.

I dati aggiornati al 12 agosto parlano di 25 casi di forma neuroinvasiva della malattia in Emilia-Romagna: un trend in crescita, visto che lo scorso anno i casi del genere furono complessivamente 17, nel 2020 soltanto cinque e nel 2019 appena tre. Quest’anno si è registrato purtroppo anche un decesso, un uomo di 88 anni morto in provincia di Ferrara dopo aver contratto l’infezione. Il rischio che la Regione Emilia-Romagna vuole scongiurare è quello di tornare ai livelli del 2018, anno in cui si registrò il maggior numero di casi (101) di forma neuroinvasiva della malattia: anche allora era stata rilevata una circolazione precoce del virus.

La stagione estiva attuale, tuttavia, non è caratterizzata da un’alta densità di popolazione di zanzara Culex: dopo un picco raggiunto nella settimana dal 4 al 10 luglio, infatti, la presenza dell’insetto è calata fino all’8 agosto, anche se successivamente il trend è tornato a crescere. La popolazione di insetti al momento risulta inferiore alla media del quinquennio 2013-2019, ma l’allerta è ancora alta, soprattutto dopo il rinvenimento del virus in uccelli e zanzare anche in ambito urbano.

La circolazione virale non è tuttavia omogenea su tutto il territorio regionale: al 10 agosto i territori più interessati dal fenomeno erano le zone di pianura e pedecollinari delle province di Piacenza, Parma, Reggio, Modena, Ferrara e Ravenna.

A tutti i Comuni dell’Emilia-Romagna il cui territorio si estende nelle zone di pianura, pedecollinari e collinari è stata chiesta l’attuazione rigorosa degli interventi di lotta antilarvale che ad essi competono: intensificazione delle attività di controllo, sostegno alle attività effettuate dai privati, programmazione di interventi straordinari preventivi con adulticidi qualora sia in programma una manifestazione che comporti il ritrovo di oltre 200 persone nelle ore serali e in aree all’aperto, adeguata manutenzione dei parchi pubblici (con particolare attenzione alla rimozione dei potenziali focolai larvali eliminabili e al trattamento di quelli non eliminabili).

È stata richiesta inoltre particolare attenzione per i luoghi frequentati dalle persone ultrasessantenni, come ad esempio ospedali, strutture socio-assistenziali e luoghi di aggregazione di persone anziane: la malattia, infatti, si manifesta prevalentemente in questa fascia anagrafica, con un rischio che aumenta al progredire dell’età e nelle persone con diabete, ipertensione, malattia renale e con patologie che determinano immunodepressione.

Il consiglio per i cittadini, in particolare quelli che abitano nelle province maggiormente interessate dalla circolazione virale, è quello di proteggersi dalle punture – in particolare di sera e di notte, quando è attiva la zanzara comune – applicando repellenti cutanei e adottando gli opportuni accorgimenti in casa – utilizzando zampironi, elettroemanatori e zanzariere. È necessario inoltre eliminare tutti i possibili ristagni d’acqua e usare periodicamente i prodotti larvicidi: alle zanzare, infatti, basta poca acqua stagnante per depositare le uova e riprodursi.