L’attesa seduta del 12 giugno della sesta Commissione consiliare comunale di Reggio Emilia, convocata per chiarire cosa abbia portato all’affossamento dell’Hellwatt Festival (poi Pulse of Gaia Festival), non ha soddisfatto il consigliere comunale Giovanni Tarquini, capogruppo della lista civica per Reggio, né Matteo Marchesini dell’associazione Reggio Civica.
“C’è una distanza siderale, imbarazzante, tra la realtà della politica e la concretezza dei fatti. Distanza che nella commissione dedicata allo psicodramma Hellwatt Festival si è trasformata in un esercizio di equilibrismo retorico in puro stile propagandistico. Da un lato, le opposizioni che chiedevano conto di un ‘flop’ evidente al mondo; dall’altro, una pletora di tecnici, rappresentanti di società fornitrici, C.Volo e una maggioranza capeggiata dal sindaco in pectore, De Franco, impegnato a ripetere in modo assertivo e fin scocciato: ‘Va tutto bene, la macchina funziona, non ci sono conseguenze economiche per il Comune, che non c’entra nulla nel rapporto tra società Aeroporto e C.Volo… se qualcosa è andato storto è solo a causa di un’ordinanza del prefetto arrivata a sorpresa’”.
Per Tarquini si tratta della “solita narrazione, a cui non credono più nemmeno i loro più fedeli adepti e che si schianta nel deserto della Rcf Arena”. “Ma se va tutto così bene”, si chiedono Tarquini e Marchesini, “come si spiega questa situazione? Ligabue, che considera il Campovolo casa sua, non usa metafore. Nelle sue parole, rilasciate in un’intervista, c’è la grande tristezza del cittadino e dell’artista. Il Liga ha ricordato la genesi del progetto, nato dal sogno e dalla fatica di chi ha combattuto contro burocrazia e veti politici pur di lasciare a Reggio un tempio della musica internazionale. Poi lo stesso Ligabue che svela il re nudo, ponendo la domanda che la maggioranza ha evitato di farsi, cioè come tutto ciò sia stato davvero possibile”.
“Già”, concordano Tarquini e Marchesini: “Come si è passati dalle promesse di un indotto milionario a una gestione che subisce gli eventi anziché governarli? La politica reggiana, arroccandosi dietro al paravento dei tecnicismi e scaricando le responsabilità su ‘cause di forza maggiore’, dimostra per l’ennesima volta incapacità, mancanza di visione e di autocritica. Mancanze pesanti, simboleggiate dalla sedia vuota del sindaco, in una commissione così cruciale. È molto più comodo e semplice per lui andare a recitare il monologo preparato ad arte nel salotto della tv di partito. E anche questo testimonia il suo senso delle istituzioni. Del resto, avrà pensato che è più importante rispondere ai suoi elettori e coltivarli per bene sotto i riflettori dell’apparato informativo che lo sostiene”.
“Peccato, però, che l’Rcf Arena non è un semplice spazio privato”, concludono Tarquini e Marchesini: “È un’infrastruttura su cui la città ha scommesso credibilità, risorse e futuro. Liquidare il fallimento di una stagione con un’alzata di spalle significa non comprendere la gravità della situazione. È tempo che dal municipio arrivino risposte vere e non racconti preconfezionati. A quelli ormai non ci crede più nessuno”.







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