Dopo il crollo elettorale e le dimissioni del segretario Matteo Renzi si è aperta una crisi all’interno del Partito democratico. Una parte dei dirigenti ha attaccato il leader dimissionario chiedendo che se ne vada subito. Ma Renzi, al contario, da parte sua, non ha specificato una data precisa per lasciare. Ha ribadito, anzi, la linea del partito: si apra la fase congressuale. E nel frattempo il Pd stia all’opposizione, come ha promesso agli elettori.

Il prossimo lunedì si attende il passaggio della direzione, dove vi sarà un aspro confronto interno. E nel frattempo si tratteggiano gli scenari del dopo Matteo Renzi, per risollevare le sorti di un partito depresso e sotto il 19%.
Il Sole 24 Ore ha rivelato che per la segreteria di via del Nazareno nelle ultime ore si fa forte il nome del premier Paolo Gentiloni, appena eletto alla Camera a Roma e figura gradita a garanzia della prosecuzione della linea riformista e soprattutto respingerebbe le pressioni che vengono da sinistra e da alcuni media per un governo assieme al M5S e alla piccola pattuglia di Leu.
Il quotidiano economico chiama in causa anche il ministro Graziano Delrio, reggiano, definito, un renziano (ormai ex, ma sostenitore delle riforme messe in campo da Renzi)" e che potrebbe avere il profilo giusto per traghettare il partito in quella che si annuncia una difficile traversata nel deserto. "Stimato da tutti, anche a sinistra, e dal profilo dialogante, anche Delrio potrebbe essere la figura adatta a gestire questa fase".






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