La situazione in cui versa il Partito democratico a Reggio è grave, ma non seria. Grave perché, a distanza di almeno sei mesi dai primi annunci, ancora i dirigenti non sono stati capaci di mettersi d’accordo per la designazione di un candidato sindaco. Non seria perché nell’ultimo comunicato vergato dai vertici del partito si accusano i media di “fughe in avanti” e di “accelerazioni mediatiche”, il che appare francamente grottesco, e soprattutto perché si nega sdegnosamente di “cimentarsi in risse nominalistiche e personalistiche” quando è evidente anche a un bambino che proprio di questo da mesi si sta trattando.
Sta scomparendo la cultura politica in questa forza un tempo egemone da queste parti. I lunghi mesi che abbiamo alle spalle descrivono plasticamente un quadro di ambizioni individuali, giochi di corrente, movimenti di clan il cui solo unico reale tema riguarda i destini personali dei protagonisti. Le poltrone, insomma. È deprimente osservare come il ceto politico locale sia sceso così in basso, al punto di non accorgersi nemmeno del giudizio gravemente negativo che circola tra i cittadini e il proprio tradizionale corpo elettorale. La fortuna di questo gruppo di politicanti dalle scarse qualità e dalle troppe ambizioni consiste in un’opposizione dalla caratura analoga, inadeguata alla storica impresa di mettere la sinistra in difficoltà. Quale che sia la conclusione della vicenda, l’operazione-antipatia è già stata realizzata. Si va a votare sempre di meno e non ci si interroga sul perché.






Ultimi commenti
Era rimasto a casa a studiare e non gli sucesso niente
come diceva un mio amico "cumpagn a lor.....me a peer Einstein!!!!!"
Ah, tornasse il buon Francesco IV d’Austria-Este, avremmo risolto tutti i problemi causati da questi mezzi “personaggetti* “ !! (* V. De Luca, op. cit.)
Da tanto tempo ripetiamo le stesse parole, dal 1968 con i figli "dei fiori". Loro però non scendevano in piazza con le spranghe e cantavano […]
Sarebbe importante sapere se l'Amministrazione comunale abbia fatto sentire la propria voce e vicinanza alla vittima. Di fronte a fatti simili, le istituzioni hanno il