Castelnovo Monti, de Pascale in visita all’ospedale Sant’Anna per il punto sui lavori

Michele de Pascale ospedale Sant’Anna Castelnovo Monti – AUSL

Nel pomeriggio di mercoledì 9 settembre il presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale si è recato a Castelnovo ne’ Monti per visitare il cantiere dell’ospedale Sant’Anna e fare il punto della situazione sui lavori, che stanno procedendo a ritmo spedito – con una serie di migliorie e innovazioni in parte già entrate a regime, in parte invece ancora in fase di completamento.

Ad accoglierlo c’erano i componenti della direzione generale Davide Fornaciari, Cinzia Gentile, Gian Luca Rivi e Antonio Boccia Zoboli, oltre al direttore di distretto Antonio Poli, al direttore medico del Sant’Anna Francesco Soncini e ai professionisti dell’Ufficio tecnico aziendale. Erano inoltre presenti il presidente della Provincia di Reggio Emilia e della Conferenza sociale e sanitaria territoriale Giorgio Zanni, il sindaco di Castelnovo Monti e presidente dell’Unione montana dei Comuni dell’Appennino reggiano Emanuele Ferrari e i sindaci del distretto montano.

I lavori di miglioramento sismico dell’ospedale hanno raggiunto il target Pnrr, grazie al completamento – lo scorso marzo – delle opere strutturali e dei relativi collaudi del Padiglione H. L’intervento, che prevedeva un investimento complessivo di 8.107.683 euro, lo scorso giugno ha visto la riconsegna del secondo, terzo e quarto piano della struttura. Nello specifico, il quarto piano è destinato a uffici e studi medici, il terzo alle degenze cardiologiche ordinarie e ad alta intensità di cura, il secondo agli ambulatori chirurgici di endoscopia.

Attualmente i lavori si stanno concentrando sul primo piano, che include l’ingresso principale all’ospedale. In questi spazi si stanno completando le finiture edili e i collaudi impiantistici; è inoltre in corso il ripristino delle aree esterne. Il 7 settembre è iniziata, al primo piano, l’installazione degli arredi, con particolare attenzione alle pareti attrezzate. Il completamento definitivo del piano, e quindi anche del padiglione H, è previsto entro la fine di settembre; questo consentirà, a partire da ottobre, il trasferimento logistico dei servizi a maggior afflusso – tra cui Cup, Urp, centro prelievi e portineria-centralino.

A seguire inizieranno i lavori di miglioramento sismico sul padiglione I, nel quale le attività sanitarie non sono più in corso, essendo già state tutte trasferite.

Sempre a ottobre, una volta terminato il trasferimento logistico delle funzioni nel Padiglione H, prenderà il via l’intervento di completa rifunzionalizzazione del pronto soccorso dell’ospedale, per un investimento complessivo di 4,1 milioni di euro.

La prima fase riguarderà la realizzazione del pronto soccorso provvisorio – per un importo di 600.000 euro (con fondi aziendali) – nei locali al piano terra del corpo F, nei quali saranno temporaneamente trasferite tutte le attività per assicurare la piena continuità del servizio di emergenza-urgenza.

Una volta completata e attivata la sede provvisoria, nella prima metà del 2027 prenderanno il via i lavori nel corpo L, per un importo di 3,5 milioni (con fondi derivanti da un finanziamento regionale). L’intervento prevede la realizzazione della nuova camera calda, la riorganizzazione e l’ottimizzazione del layout e dei percorsi interni, il miglioramento della gestione dei flussi di pazienti, operatori e mezzi di soccorso, nonché l’adeguamento degli impianti e degli spazi assistenziali, per rendere il pronto soccorso più funzionale e rispondente alle attuali esigenze organizzative e clinico-assistenziali.

Il presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale all'ospedale Sant'Anna di Castelnovo ne' Monti
“Fin dall’inizio del mandato stiamo lavorando per una sanità sempre più vicina alle persone e ai bisogni delle comunità, capace di garantire servizi di qualità non solo nelle città e nei grandi centri, ma in ogni parte della nostra regione”, spiega de Pascale: “In montagna questo impegno ha un valore ancora più importante. Qui la presenza dei servizi sanitari significa garantire il diritto universale alla cura, con l’obiettivo anche di contrastare lo spopolamento e rendere i territori montani luoghi nei quali continuare a vivere, lavorare e costruire il proprio futuro”.

Il Sant’Anna “rappresenta un punto di riferimento fondamentale per tutta la comunità dell’Appennino reggiano. Investire su questa struttura significa rafforzare un modello nel quale l’ospedale e la medicina territoriale lavorano insieme, mettendo in rete professionisti, servizi e strutture per accompagnare le persone lungo tutto il percorso di cura. Per questo insieme all’Ausl di Reggio Emilia stiamo investendo sulle strutture, sulle tecnologie e soprattutto sulle competenze e sui professionisti che devono rendere questi servizi realmente accessibili ed efficaci. La sanità di prossimità è una scelta precisa: significa non chiedere alle persone che vivono in montagna di spostarsi ogni volta che hanno bisogno di cura, ma fare in modo che sia il sistema sanitario ad avvicinarsi ai cittadini. È così che difendiamo il carattere universalistico della nostra sanità pubblica e, allo stesso tempo, la coesione e la vitalità delle nostre comunità montane”.



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