Caldo nelle scuole, la Regione prepara un piano ma chiede più soldi al governo

caldo temperatura aula classe liceo Matilde di Canossa Reggio – CISL

La Regione Emilia-Romagna punta a superare la logica degli interventi d’urgenza per risolvere il problema del caldo eccessivo nelle scuole nei mesi primaverili ed estivi: l’obiettivo è quello di predisporre un piano strutturale affinché non si ripetano ogni anno i disagi dovuti alle temperature sempre più estreme con cui gli istituti scolastici devono ormai da tempo fare i conti.

L’obiettivo è quello di garantire scuole più sicure, accoglienti e adeguate alle sfide ambientali del futuro. A fare il punto della situazione è stata l’assessora regionale alla scuola Isabella Conti durante l’ultima seduta della commissione Giovani, scuola e lavoro.

Se da una parte nidi e scuole dell’infanzia sono strutture nelle quali la competenza e la gestione diretta dei Comuni consentono una programmazione condivisa con la Regione per accelerare l’adeguamento termico e l’isolamento degli ambienti, dall’altra per le scuole dell’obbligo “è necessario e urgente” un piano nazionale, che sia “capace di mobilitare risorse statali straordinarie per la transizione verde e il condizionamento sostenibile delle aule”.

“Le scuole devono diventare ‘rifugi climatici’, e per fare questo abbiamo bisogno di soluzioni strutturali”, ha detto l’assessora Conti. Lo scorso inverno la Regione Emilia-Romagna ha avviato una ricognizione sulle condizioni degli edifici scolastici del territorio, che si concluderà il 30 settembre.

“Abbiamo scritto al governo e al Ministero dell’Istruzione per sollecitare fondi per l’edilizia scolastica, affinché nella futura programmazione l’adattamento climatico venga riconosciuto come priorità”, ha spiegato Conti, ricordando che i Comuni “non hanno le risorse” necessarie.

Per il condizionamento e il raffrescamento delle scuole italiane, il ministro Valditara ha stanziato di recente 20 milioni di euro.

“Corrispondono a poco più di 50 euro per ogni scuola”, fa notare Conti: “Ovviamente ne servono molti di più, tenendo conto anche dei costi per le bollette. Anci (l’Associazione nazionale dei Comuni italiani, ndr) ci ha chiesto di lavorare sia sulle esigenze immediate sia su quelle di lungo periodo; a questo scopo servirebbe incentivare, ad esempio, il fotovoltaico sui tetti delle scuole per una climatizzazione sostenibile. Anche la riqualificazione degli spazi esterni è opportuna, piantando alberi nei giardini delle scuole”.

L’informativa dell’assessora ha dato vita a un acceso dibattito in commissione: i consiglieri della maggioranza hanno evidenziato come la Regione investa già per il mondo della scuola, sottolineando però che da sola l’Emilia-Romagna non possa sopperire a carenze strutturali di questa portata, invocando dunque l’intervento del governo; secondo l’opposizione regionale, invece, il governo Meloni, numeri alla mano, avrebbe già provveduto, anche grazie ai fondi del Pnrr, a una riqualificazione importante delle scuole.



Non ci sono commenti

Partecipa anche tu