Conad Centro Nord ha realizzato un sito web per raccontare dal suo punto di vista il programma di rigenerazione urbana Pru Ospizio, l’intervento di riqualificazione di un’area di circa 45.000 metri quadrati situata in via Emilia Ospizio, a Reggio Emilia, di fronte al quartiere don Pasquino Borghi.
Il progetto integra attività commerciali, servizi pubblici di vicinato e funzioni sociosanitarie su una superficie edificata complessiva massima di 12.960 metri quadrati: da una parte una Casa della comunità, una biblioteca di quartiere, un polo territoriale e servizi sociosanitari; dall’altra il nuovo supermercato di Conad, altri negozi di vicinato e attività di servizio e terziarie.
La biblioteca e il polo territoriale si estenderanno su una superficie complessiva di 1.100 metri quadrati, che saranno ceduti al Comune di Reggio per la biblioteca di quartiere e uffici territoriali di servizi per la cittadinanza. Accanto a questi, sono previsti 5.480 metri quadrati di spazi destinati a funzioni terziarie e sociosanitarie, inclusa la Casa della salute, in collaborazione con l’Azienda sanitaria locale di Reggio.
Per quanto riguarda il commercio alimentare, la superficie complessiva del nuovo supermercato di Conad sarà di 4.680 metri quadrati, di cui 2.500 metri quadrati di superficie di vendita; altri 1.125 metri quadrati sono destinati al commercio non alimentare, per una superficie di vendita in questo caso di 750 metri quadrati.
Oltre a questo, sono previsti 551 metri quadrati di esercizi commerciali di vicinato, con una superficie di vendita di 250 metri quadrati riservata a piccole attività locali a servizio della vita quotidiana del quartiere.

Uno dei punti più controversi riguarda senza dubbio la dotazione di verde. È attivo ormai da sessanta giorni ininterrotti il presidio degli attivisti e delle attiviste del comitato Assemblea Bosco Ospizio, che finora hanno impedito fisicamente l’accesso dei mezzi all’area del cantiere, ritardando di conseguenza l’inizio dei lavori per la realizzazione dell’intervento.
Per Conad, però, i numeri parlano chiaro: allo stato attuale, nel cosiddetto “bosco di Ospizio” sono presenti 322 alberi, oltre due terzi dei quali, sottolinea la cooperativa, risultano “senescenti, degradati o a fine ciclo vitale”, stando all’indagine condotta dallo Studio Minelli con il contributo del Cnr-Ibe (Istituto per la bioeconomia) di Bologna.
Il progetto, al momento, prevede l’abbattimento di 98 piante, 57 delle quali in condizioni fitosanitarie giudicate “fortemente compromesse”. Gli altri 224 alberi resteranno dove sono oggi, e accanto a loro saranno messi a dimora 371 nuovi alberi di media grandezza (appartenenti a 44 specie diverse), portando la dotazione interna dell’area a 595 alberi.
A questi, precisa Conad, si aggiungeranno altri 977 nuovi alberi messi a dimora nei parchi adiacenti, per un totale di 1.348 nuovi alberi nel quartiere e un saldo positivo rispetto alla situazione odierna di +1.250 unità. I nuovi arbusti saranno invece 4.145, appartenenti a 50 specie vegetali differenti, con l’obiettivo di favorire la biodiversità e la presenza di insetti impollinatori.

Per quanto riguarda la fauna selvatica, nel 2025 sono stati realizzati tre interventi notturni, anche con l’utilizzo di termocamere, in collaborazione con l’Enpa (Ente nazionale protezione animali) e il Rifugio Matildico di Canossa, che hanno permesso di recuperare un capriolo e sette ricci, tutti trasferiti in habitat idonei. Lo scorso luglio è stato effettuato un ulteriore sopralluogo, sempre in collaborazione con i volontari, per verificare l’eventuale presenza di animali prima dell’avvio dei lavori, in quest’ultimo caso con esito negativo.
Il Pru Ospizio prevede anche alcuni interventi infrastrutturali e di accessibilità: la riqualificazione di via 1° Maggio, dei marciapiedi e delle infrastrutture a servizio del Centro Gerra, del Padiglione Busetti e della scuola dell’infanzia La Villetta; la realizzazione di mille metri di percorsi ciclopedonali protetti, inclusa la nuova “superciclabile” sulla via Emilia, con aree di sosta, aree gioco e illuminazione pubblica, per riconnettere i parchi al quartiere e favorire la mobilità sostenibile; la riqualificazione di un tratto della via Emilia e la realizzazione di una nuova rotatoria al posto dell’attuale incrocio semaforico, per rendere più fluidi i flussi di traffico.
Capitolo parcheggi: sono previsti 398 posti auto interrati e 293 in superficie, per un totale di 691 – utilizzabili anche per l’accesso ai servizi. I posti auto in superficie saranno 41 in meno rispetto ai 334 previsti dalla variante Pru approvata, per liberare spazio per più area verde e per le piste ciclabili.






Bello per chi?????
per coloro che ne trarranno profitto? È l’unica parola che conoscono e voi ci cascate in pieno, perché l’unico comando a cui rispondete è quello di consumare, a discapito della salvezza del pianeta (che poi sarebbe anche la nostra)
Complimenti
A mia memoria nessun altro progetto (forse le vele) non è mai stato cosi tanto discusso, approfondito e condiviso come questo.
Abitando nel quartiere non sentito una sola voce contraria al progetto, a tutti sembra un ottimo progetto di riqualificazione urbana con annessi servizi importanti.
Questo quartiere HA BISOGNO di ritrovare un punto di agregazione importante, che sia un pò il luogo identitario del quartiere e questo progetto lo è.
I sedicenti attivisti full freetime, gli ecounicorni sognatori, i greenwarrior sui generis sanno comprendere questa riqualificazione? Riescono a vedere la bellezza e l’utilità del progetto con le sue evidenti migliorie del verde, la restituzione alla collettività di un luogo ora abbandonato e degradato oppure “non lo vogliono” vedere per partito preso?!
Voi tutti favorevoli al progetto, partendo dai fautori e via via da chi ha dato permessi e pareri favorevoli, nonché dai cittadini compiacenti, siete responsabili della grave perdita di biodiversità, di peggioramento dell’isola di calore, dell’aumento dell’inquinamento dell’aria, acustico e luminoso che ne conseguirà, evidentemente non sapete nemmeno che cosa significa tutto ciò, sarà un danno ecosistemico che farete pagare a tutta la collettività, non solo reggiana, ma l’ignoranza che c’è in merito a questo è spaventosa e diffusa in tutto il mondo, siete schiavi e funzionali ad un sistema mostruosamente consumistico che sta distruggendo l’unico Pianeta che abbiamo.
Meritate l’estinzione che comunque stiamo rischiando.
BASTA!!!!
Bel progetto!