Batterio killer, i casi in Emilia salgono a 4

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In Emilia-Romagna salgono a quattro i casi accertati di infezione da Mycobacterium chimaera: sono stati accertati altri due casi sospetti emersi due settimane fa su pazienti operati a cuore aperto, come i due precedenti, al Salus Hospital di Reggio Emilia. “Dei quattro casi di infezione, tre sono decessi mentre un paziente è in buona salute”, spiega al Corriere di Bologna Maria Luisa Moro, direttrice dell’Agenzia sanitaria e sociale regionale.

“Stiamo ancora lavorando per cercare di capire se ci sono stati altri casi di infezione – prosegue -, analizzando la coorte di operati per sostituzione delle valvole aortiche tra il 2010 e il 2017 che hanno avuto un decesso per infezione”. Si tratta di 134 casi che la Regione sta esaminando su richiesta del ministero della Salute dopo le morti in Veneto (sei, su 18 casi di infezione) e in Emilia-Romagna e le inchieste aperte dalle Procure di Vicenza e Reggio Emilia.

La dichiarazione della direzione sanitaria di Salus Hospital. I due pazienti, già citati, sono stati operati al Salus Hospital fra il 2011 e il 2015, erano affetti da polipatologie e sono stati regolarmente dimessi dopo la verifica dell’adeguato stato di salute. Il decesso si è quindi verificato dopo diversi anni e non durante il ricovero.

Non è a noi noto se i pazienti siano stati ricoverati presso altri ospedali successivamente all’intervento cardiochirurgico condotto al Salus Hospital e la segnalazione di contagio attualmente emersa. Pertanto, vista la verifica ancora in corso delle oggettive e ufficiali relazioni fra decesso e contagio, non è oggettivamente possibile considerare riconosciuto il legame fra i due eventi.

Il terzo caso emerso nelle ultime ore si riferisce a un paziente che è stato operato al Salus Hospital nel 2011, ed è deceduto nel 2015 e sul referto successivamente analizzato post mortem sarebbe emersa una presenza di Mycobacterium chimaera. Anche in questo caso i legami fra l’intervento, il contagio e il decesso sono attualmente in fase di verifica.

Da ultimo, precisiamo che il quarto paziente di cui si parla è attualmente vivo.



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