I carabinieri di Bagnolo in Piano hanno denunciato alla Procura di Reggio tre uomini, di età compresa tra i 41 e i 47 anni, tutti residenti nel Reggiano, con l’accusa di furto aggravato e continuato in concorso.
Secondo le indagini, tra maggio del 2023 e dicembre del 2024 i tre, dopo aver manomesso l’impianto di videosorveglianza dell’azienda di cui due di loro erano dipendenti, e con la quale il terzo collaborava da tempo, avrebbero utilizzato i furgoni aziendali per portare via numerosi componenti metallici (tra cui pistoni, testate e canne), che avrebbero poi rivenduto per conto proprio.
È stato un dirigente dell’azienda derubata a presentarsi alla stazione dei carabinieri di Bagnolo per denunciare una serie di furti ai danni della ditta. Il danno economico complessivo, secondo la stima, avrebbe superato i 100.000 euro.
Il dirigente ha raccontato ai militari di come, a partire dallo scorso novembre, si fossero accorti di una manomissione del sistema di videosorveglianza: nello specifico, era stato interrotto il cavo che trasmetteva il flusso delle immagini delle telecamere esterne. L’interruzione durava generalmente pochi minuti, ma in alcuni casi si prolungava per diverse ore, per poi riattivarsi.
Successivamente, analizzando le registrazioni delle telecamere, è emerso che non si trattava di un’anomalia tecnica, bensì di un’interruzione dolosa. Nelle immagini, infatti, si potevano notare chiaramente tre persone ben note all’azienda: due dipendenti e un tecnico esterno che collaborava da tempo con la ditta.
Una volta accertata la manomissione, il dirigente, dopo aver ricevuto l’ennesima segnalazione di sabotaggio del sistema di videosorveglianza, ha contattato immediatamente un tecnico informatico, chiedendogli di recarsi rapidamente negli spogliatoi – situati di fronte all’area in cui veniva depositato il materiale di scarto. Il tecnico, senza farsi vedere, ha ripreso con il suo smartphone l’intera scena, immortalando i due dipendenti mentre caricavano il materiale su un furgone aziendale, per poi allontanarsi e uscire dal cortile della ditta.
Dopo aver formalizzato la denuncia, il dirigente dell’azienda ha consegnato ai carabinieri una chiavetta Usb con le immagini del sistema di videosorveglianza interno. Tramite l’analisi dell’account Google del cellulare di servizio aziendale in uso ai due dipendenti, i militari hanno ricostruito oltre 120 “viaggi” effettuati con il furgone aziendale carico di materiale sottratto alla ditta – materiale la cui destinazione è ancora al vaglio dei carabinieri.






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