2 agosto 1980, le vittime reggiane della strage di Bologna

corteo 2025 strage stazione Bologna 2 agosto 1980 – CoB

Vittorio Vaccaro aveva 24 anni, una moglie di 22 e una bambina di quattro. Viveva a Dinazzano di Casalgrande e lavorava come operaio alla ceramica Sassol-art. Sua madre, Eleonora Geraci, aveva 46 anni e viveva ad Arceto.

La mattina del 2 agosto 1980 partirono insieme in automobile verso Bologna. Non dovevano prendere un treno. Andavano alla stazione ad aspettare una parente in arrivo dalla Sicilia.

Alle 10.25 una bomba esplose nella sala d’aspetto di seconda classe della stazione centrale. Vittorio ed Eleonora morirono insieme ad altre 83 persone. I feriti furono oltre duecento.

Tra le 85 vittime della più grave strage terroristica della storia repubblicana ci sono dunque anche due nomi che appartengono alla storia della provincia di Reggio Emilia.

Vittorio era nato a Palermo, ma la sua vita era ormai a Casalgrande. Aveva costruito qui la propria famiglia con la moglie Adele Incerti e la figlia Linda. Eleonora, anch’essa di origine siciliana, viveva ad Arceto. Una storia che racconta anche l’Emilia di quegli anni, terra industriale e di immigrazione interna, dove migliaia di famiglie arrivate dal Sud avevano messo radici.

Il loro viaggio finì a Bologna per una circostanza quotidiana: andare incontro a una persona cara. È anche questo particolare a restituire, a distanza di 46 anni, la dimensione della strage. Dietro il numero delle vittime ci sono persone che stavano partendo per le vacanze, aspettavano una coincidenza, accompagnavano qualcuno, tornavano a casa. Vittorio ed Eleonora erano semplicemente andati a prendere una parente.

Casalgrande non li ha dimenticati. Da anni il Comune partecipa alla commemorazione del 2 agosto a Bologna e mantiene un rapporto con la famiglia Vaccaro. A Vittorio ed Eleonora è dedicato anche il concorso “Bologna ore 10.25. Rimetti a punto le lancette della memoria”, rivolto agli studenti dell’istituto Gobetti di Scandiano e giunto nel 2026 alla sedicesima edizione.

Alla stazione ferroviaria di Casalgrande una targa ricorda Vittorio, la madre e le 85 vittime. È collocata significativamente nel luogo da cui ogni giorno si parte e si arriva.

Sul 2 agosto la storia giudiziaria italiana è stata lunghissima. Le sentenze definitive hanno accertato la matrice neofascista della strage. Già nel 1995 la Cassazione condannò all’ergastolo gli esecutori materiali Valerio Fioravanti e Francesca Mambro, appartenenti ai Nar. Negli anni successivi sono arrivate altre condanne, fino a quella definitiva all’ergastolo di Paolo Bellini.

Resta una delle pagine più oscure e dolorose della Repubblica, segnata non soltanto dalla violenza terroristica ma dai depistaggi che hanno accompagnato la ricerca della verità.

Ogni 2 agosto Bologna si ferma alle 10.25. Quell’ora appartiene anche alla memoria reggiana.

Vittorio Vaccaro, 24 anni, Dinazzano di Casalgrande. Eleonora Geraci, 46 anni, Arceto.

Madre e figlio. Erano andati a Bologna ad aspettare una parente.



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