Da giovedì 30 luglio sono decine di migliaia le persone che hanno attraversato – soprattutto a nuoto – la frontiera che separa il Marocco da Ceuta, una piccola enclave spagnola in territorio africano, vicino allo stretto di Gibilterra, generando una crisi migratoria senza precedenti. Secondo il Ministero degli Interni spagnolo il numero di migranti arrivati in poche ore a Ceuta sarebbe di 50.000; 25.000 di questi, però, sarebbero già stati fatti rientrare in Marocco.
Sulla vicenda ha commentato così, su Facebook, l’ex parlamentare reggiano Pierluigi Castagnetti: “Le scene dei ragazzi marocchini che arrivano a nuoto in massa all’enclave spagnola di Ceuta in cerca di lavoro e di vita sono, assieme a quelle di Gaza, le foto con cui i nostri nipoti e pronipoti cristallizzeranno la memoria del tempo che noi stiamo facendo con le nostre mani”.
“Capisco che non si può rimanere inerti, e capisco che i governi debbono rispondere alle emergenze. Ma se pensiamo che l’unica cosa che possiamo fare sia l’erezione di altre barriere difensive come si fa di fronte al pericolo tsunami, confermiamo di non capire niente. L’Europa dimostra di non capire niente. Il mondo dimostra di non capire niente”.
“Il piano Mattei? Ma quale? Mattei scavava pozzi per estrarre acqua e petrolio, soprattutto per loro. E La Pira davanti a lui, non dietro, a indicargli ‘si scava qui, e poi qui, e poi qui…’. A questo deve servire l’Europa: a costruire benessere, giustizia e pace, per gli europei e per i popoli loro confinanti. Altrimenti, a forza di guardare il proprio ombelico e i propri zerovirgola, sarà travolta essa stessa dalla furia del vitalismo di chi vita sta cercando”.






Non ci sono commenti
Partecipa anche tu