Il sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi, dopo il taglio del nastro di questa mattina alla Rcf Arena, che sabato sarà inaugurata dal concerto di Ligabue, ha postato su Facebook: “Manca pochissimo. Il 4 giugno inaugura l’RCF Arena con il primo grande concerto di Luciano Ligabue. È un giorno storico che attendevamo da tempo, a cui si è aggiunta l’attesa forzata causata dalla pandemia. Sarà una grande giornata di festa e di libertà, oltre che una pagina importante per la storia della nostra città.
Sì, perché il concerto di sabato non sarà solo un grande evento musicale. L’Arena rappresenta per Reggio Emilia l’inizio di un nuovo percorso, una grande scommessa sul nostro territorio e sulla capacità di aprirci al mondo. Ospitare concerti da 100mila persone è un’opportunità turistica, reputazionale, economica e culturale per tutta la città e il nostro territorio. Una sfida che non può essere vinta singolarmente, ma solo se la città, tutta insieme, con vero spirito reggiano, saprà collaborare”.
Il post del primo cittadino è stato accolto dal popolo della rete con alcune icone che applaudono all’iniziativa. Ma anche da commenti più freddi o che comunque non centrano con l’evento, come: “Che ci dici dei campi di via agosti?”. Oppure: “A quando una foto per l’inaugurazione dei campi di via Agosti?”.






Ultimi commenti
Sempre articoli "completi" ricchi di "polpa" culturale, intrisi di rappresentazione di decenni. Come a solito Fangareggi e' sul pezzo, e' un personaggio "intriso" di cultura […]
Un buon risultato che incoraggia, anche per i giovani che possono avviare imprese. Il Governo dunque non è un disastro come dicono il Pd e
Lepore, una bella lettera di saluto alla citta' di Bologna e poi le dimissioni, e' tutto qui....
Manca la ciliegina, oltre 100 miliardi di impegno spesa in riarmo annuali, destra o sinistra che sia, sommati alle spese energetiche triplicate grazie agli amici
Rimpiango i tempi del quotidiano l'Unita', quando usciva con allegato l'inserto Tango e poi Cuore. Oggi come oggi, sinceramente, non lo comprerei neanche per usarlo