Scrive il botanico reggiano Ugo Pellini: “Per ricordare Paride Allegri, nel giorno dello sciopero generale e sociale contro la guerra, è stato messo a dimora un ciliegio a Porta San Pietro. Sono passati più di trent’anni da quando il comandante Sirio, con Resistenza Verde, ne aveva piantati tanti nei viali della circonvallazione, come forma di protesta contro la Guerra del Golfo: era il 22 febbraio 1992.
“Vogliamo creare – si leggeva nel volantino distribuito allora – una simbolica cintura di pace attorno alla città, piantando un centinaio di ciliegi, simbolo di pace per i popoli orientali, di monito a preservare sempre e in ogni caso la pace e la fraternità dei popoli”.

Già allora erano numerose le “fallanze” (i buchi lasciati dagli alberi scomparsi); nei mesi successivi furono organizzate giornate per il mantenimento dei ciliegi e l’anno dopo ne furono piantati altri. Qualcuno in quei giorni sollevò delle perplessità sulla scelta della specie perché, si disse, non coerente con il resto delle piante. La scelta del Ciliegio non era stata però casuale: il suo fiore è infatti celebrato da oltre mille anni in Giappone; il simbolismo legato al fiore di Ciliegio, Sakura in giapponese, fa riferimento alla filosofia di quel paese, legata alla cultura della pazienza, del rispetto della natura e della pace interiore.
Con il tempo la maggior parte di questi alberi in Circonvallazione è scomparsa; uno degli ultimi sopravvissuti era stato eliminato tre anni fa, perché ritenuto pericoloso, e mai sostituito. Al suo posto ora ne è stato piantato uno di quattro anni (un Durone: Prunus avium “Bigarreau Napoleon”) che volontari provvederanno ad innaffiare nei mesi siccitosi; alla sobria cerimonia era presente una commossa Giovanna Allegri, figlia di Paride.







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