Avs, M5s e Civici disertano il minuto di silenzio per Ruini: “Ha contrastato i diritti civili”

Camillo Ruini

I gruppi regionali di Alleanza Verdi e Sinistra, Movimento 5 Stelle e Civici con de Pascale non hanno partecipato al minuto di silenzio in memoria del cardinale Camillo Ruini, osservato dall’assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna nella seduta di martedì 23 giugno.

“Una scelta motivata e rispettosa”, spiega Avs, “che non mette in discussione il cordoglio umano per la morte di una persona, ma che richiama il significato istituzionale di uno strumento come il minuto di silenzio all’interno di un’assemblea rappresentativa”.

Il minuto di silenzio, argomenta la capogruppo regionale di Avs Simona Larghetti, “non è un atto privato di commemorazione, ma un tributo che un’istituzione democratica rende a nome dell’intera comunità che rappresenta. Tradizionalmente viene riservato a lutti che colpiscono il Paese o il territorio, alle vittime di tragedie e calamità, oppure a personalità che abbiano raccolto un riconoscimento ampio e trasversale per il loro ruolo pubblico”. Nel caso del cardinale Ruini, invece, “pur nel rispetto dovuto alla sua figura e al dolore dei suoi familiari, riteniamo che queste condizioni non sussistano”.

Secondo Avs, la storia pubblica del cardinale emiliano, morto il 16 giugno scorso all’età di 95 anni, “è stata caratterizzata da un forte protagonismo politico e culturale che ha contribuito a dividere profondamente il dibattito pubblico italiano”.

Per oltre trent’anni, secondo il consigliere regionale reggiano di Avs Paolo Burani, “Ruini ha esercitato una funzione religiosa con evidenti e rilevanti proiezioni politiche. Ha contrastato ogni avanzamento dei diritti civili, dai Dico fino alle battaglie sulla procreazione medicalmente assistita e sul referendum relativo alla Legge 40. Ha sostenuto una precisa visione della società e della politica, schierandosi apertamente nel confronto pubblico e costruendo un rapporto privilegiato con la destra italiana, a partire dall’epoca berlusconiana, in una chiave dichiaratamente anticomunista e antisocialista. Sono scelte legittime, ma che rendono difficile considerare la sua figura patrimonio condiviso dell’intera comunità regionale e nazionale”.

Per Alleanza Verdi e Sinistra, inoltre, anche all’interno della stessa Chiesa il lungo magistero di Ruini non è stato privo di elementi di forte contrapposizione: “Non entriamo naturalmente nel merito delle questioni teologiche che non ci competono”, precisa il consigliere Paolo Trande, “ma è evidente come egli abbia voluto, deliberatamente e strategicamente, caratterizzare il suo magistero come affiancamento politico di una parte politica, la destra a egemonia berlusconiana di quegli anni, contro ogni tentativo di evoluzione e modernizzazione della società, specie sui temi dei diritti civili. Tutto ciò è risultato profondamente divisivo nella società. Per questo riteniamo che non vi siano le condizioni per un riconoscimento unanime dell’aula. La nostra assenza dal minuto di silenzio non è stata una mancanza di rispetto verso la persona scomparsa, alla cui famiglia rivolgiamo sincere condoglianze e vicinanza umana, ma una scelta coerente con il significato che attribuiamo a questo tipo di commemorazioni istituzionali”.

Per il gruppo Avs, però, la vicenda Ruini non è solo specifica ma richiama una questione più generale riguardante proprio le modalità di utilizzo del minuto di silenzio in assemblea legislativa.

“Nell’attuale legislatura”, spiega Larghetti, “abbiamo assistito a richieste sempre più frequenti di commemorazioni riferite a figure che, pur autorevoli, risultano fortemente caratterizzate sul piano culturale o politico. Crediamo sia arrivato il momento di definire criteri oggettivi e condivisi per stabilire quando ricorrere a questo strumento, evitando che venga utilizzato in modo discrezionale o divisivo”.

Per questo il partito ha annunciato l’intenzione di chiedere al presidente dell’assemblea legislativa emiliano-romagnola Maurizio Fabbri e alla presidente della Commissione statuto Emma Petitti – nell’ambito del percorso di revisione dello statuto e del regolamento assembleare – di “disciplinare in modo più chiaro condizioni e requisiti per la celebrazione del minuto di silenzio”.



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