Come assessora alle Pari opportunità, credo sia necessario prendere parola in merito alla violenza sessuale che si è consumata in questi giorni nella nostra città. Ma ancora di più sento il bisogno di parlare in quanto cittadina e mamma.
Come uno schiaffo sonante, la realtà ci dice che c’è ancora tanto da lavorare su tutti i fronti – dall’ambito famigliare, a quello educativo e sociale – e che le lacune sono ancora troppe. Le istituzioni hanno dei doveri che, oltre a dover essere espressi in modo esplicito e fermo, vanno messi in pratica.
Dobbiamo continuare a lavorare sulla formazione a tutti i livelli, come stiamo facendo, con le scuole e i giovani senza abbassare la guardia, consapevoli che il lavoro fatto è prezioso e che dobbiamo fare ancora di più.
Dobbiamo portare, in un numero sempre maggiore di scuole, l’educazione all’affettività ed alla sessualità, per contrastare quel vuoto che viene riempito da una pornografia che purtroppo oggi è alla portata di tutti e che, quasi sempre, porta in scena stereotipi sessisti, violenti e profondamente sbagliati per i nostri ragazzi.
Dobbiamo parlarne coi nostri figli e le nostre figlie, per far sì che che entri nella quotidianità dei ragazzi e delle ragazze l’idea che le relazioni sono vere quando sono alla pari, perché è solo in quell’equilibrio che si gioca la partita dei sentimenti e delle emozioni.
Da mamma capisco la richiesta della famiglia della ragazza quando dice “vogliamo solo che cali il silenzio”. E’ un momento di grande dolore che si sta sommando ad altre fatiche. Quello che meritano sono il rispetto e la massima solidarietà.
La città deve stringersi intorno alla ragazza e alla sua famiglia: è il contesto che deve cambiare per far sì che la ragazza non si senta vittima una seconda volta.
Lei ha il diritto di riprendersi in mano la sua vita.
Ognuno di noi, insieme alle istituzioni, deve fare la propria parte per contrastare quegli stereotipi culturali assorbiti nel corso dei secoli che hanno visto la donna ridotta a mero oggetto, a corpo secondario. Sono qui, come amministratrice e cittadina, per continuare a portare avanti la lotta per la conquista dei diritti e invito tutte e tutti a fare altrettanto, per rendere Reggio Emilia un luogo migliore in cui vivere, più inclusivo e rispettoso.
Annalisa Rabitti (assessora alle Pari opportunità al Comune di Reggio Emilia)







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