Ha dato fuoco alla cella inneggiando all’Isis e minacciando gli agenti del carcere di Reggio Emilia con una lametta. Protagonista della vicenda, accaduta l’altra sera nel penitenziario emiliano, un detenuto di origine magrebina. A darne notizia, in una nota, sono Giovanni Battista Durante e Francesco Campobasso segretario generale aggiunto e segretario nazionale del Sappe.

Nel dettaglio, prima di appiccare le fiamme alla sua cella, provocando un incendio contenuto dall’intervento della Polizia Penitenziaria, l’uomo ha litigato con un altro detenuto. Poi, acceso il rogo ha inneggiato all’Isis e brandendo una lametta ha minacciato gli agenti riusciti comunque a intervenire: messo in salvo il detenuto, hanno domato l’incendio e messo in sicurezza anche il resto dei carcerati presenti nella struttura.
A Reggio Emilia, lamentano Durante e Campobasso, "si registra una forte carenza di personale, poiché sono previste 240 unità ma ne sono amministrate solo 182, con un saldo in negativo di 82 unità".






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Il Comune di Reggio Emilia scopre il valore delle associazioni solo se sono quelle "giuste" (AQ16, Mondoinsieme...). Ci sono tante associazioni reggiane attive da ben […]
Ma sì, concedete alla crema della moderna società multietnica una onorificenza, sicuramente ve ne saranno grati e soprattutto riconoscenti.
Però se un giornale, magari targato Tosinvest, manda messaggi subliminali ad un magistrato, va tutto bene, o sono ragazzi esuberanti che si lasciano andare?
Pweò se un giornale, magari targato Tosinvest, manda messaggi subliminali ad un magistrato, va tutto bene, o sono ragazzi esuberanti che si lasciano andare?
Siamo tutti in trepidante attesa di un servizio di Telepartito (pardòn: Telepeggio) in cui qulache anima bella, dolce, candida e pura ci spieghi che la