Nella mattinata di venerdì 4 ottobre si è verificato uno spiacevole episodio alla Torneria Zanichelli di Poviglio, dove era stata indetta un’assemblea sindacale per discutere sullo stato di crisi dell’azienda, che da una settimana ha iniziato a utilizzare la cassa integrazione ordinaria: la proprietà, tuttavia, ha impedito l’accesso in fabbrica ai sindacalisti della Fiom-Cgil.
Immediata la risposta della categoria sindacale, che ha riunito i lavoratori nel piazzale dell’azienda e sulla strada. “Ho accompagnato personalmente il funzionario della Fiom Daniele Sardiello a svolgere l’assemblea perché conoscevamo le intenzioni dell’azienda, che ce le aveva persino anticipate tramite Pec”, ha spiegato il segretario generale della Fiom-Cgil di Reggio Simone Vecchi. “Ho assistito a una scena impensabile nel 2019”.
I due sindacalisti, intorno alle 11.45, hanno suonato il campanello della Torneria Zanichelli ma il datore di lavoro, uscito nel piazzale, ha comunicato loro che il funzionario sindacale incaricato dalla Fiom non avrebbe potuto mettere piede dentro l’azienda. I sindacalisti hanno tentato di spiegare al titolare che insistendo su questa linea avrebbe compiuto un’azione illegale, secondo quanto previsto dallo Statuto dei Lavoratori, che consente alle organizzazioni sindacali di entrare nelle fabbriche e parlare con i lavoratori durante le ore di assemblea, “ma – ha raccontato Sardiello – il titolare non ha voluto sentire ragioni e ha confermato più volte che non avremmo messo piede in fabbrica”.
La Fiom-Cgil, ora, è sul piede di guerra: “Se l’azienda non ci comunicherà di aver cambiato idea procederemo sicuramente chiedendo al tribunale di riconoscere la condotta antisindacale. A nostro avviso è palese la violazione della legge, e quindi va ripristinata la legalità in fabbrica garantendo ai lavoratori di poter svolgere con un sindacalista l’assemblea per discutere delle proprie condizioni”.
“I lavoratori – ha aggiunto Sardiello – devono poter capire e conoscere cosa comporta per loro un periodo di cassa integrazione ed è assurdo che per farlo siano dovuti uscire nel piazzale e fuori dai cancelli della fabbrica, una condizione che aggrava il già pesante atto antisindacale dell’azienda”.
I lavoratori della Torneria Zanichelli già lo scorso inverno avevano scioperato per oltre una settimana per ottenere un contratto aziendale: un conflitto aspro che potrebbe aver lasciato strascichi che si sono protratti fino ad oggi, con quello che la Fiom ha definito “un gesto di rappresaglia contro il sindacato”.
“Nelle relazioni sindacali è fisiologico che si possano determinare delle ruggini, soprattutto dopo conflitti lunghi come è accaduto alla Torneria, ma la legge va comunque rispettata e lo Statuto dei Lavoratori non si tocca”, ha chiosato Vecchi: “Ovviamente auspichiamo che la proprietà torni sui propri passi, non è nostra intenzione aprire un nuovo fronte di conflitto, soprattutto in questo momento difficile per i lavoratori, ma se l’azienda non ci comunicherà di aver cambiato idea dovremo per forza rivolgerci al giudice”.








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No mi dispiace Reggio è pure Matildica e tutto lo fa ancora sentire... persino la famiglia materna di Loris Malaguzzi lo dimostra. Nobiltà di mente