Giovedì 11 luglio è morto a Bologna, al termine di una malattia che lo aveva colpito dal 2013, lo storico esponente della Fiom-Cgil Bruno Papignani, ricoverato da mesi in ospedale per una fibrosi polmonare idiopatica.
Nato a Vergato (in provincia di Bologna) nel 1954, della sigla sindacale Papignani è stato prima segretario a Bologna (dal 2004 al 2012) e poi (dal 2012) segretario regionale dell’Emilia-Romagna, risultando protagonista di moltissime vertenze che hanno riguardato le imprese metalmeccaniche dell’intero territorio regionale.
Ad aprile di quest’anno con un post su Facebook aveva annunciato l’addio al suo incarico sindacale, svelando anche che il motivo era da ricondurre alla malattia rara – la fibrosi polmonare idiopatica, una malattia progressiva che colpisce i polmoni, attualmente senza una cura definitiva – che gli era stata diagnosticata nel 2013 e con la quale ha convissuto per anni, proseguendo il suo impegno dentro la Fiom-Cgil dell’Emilia-Romagna.
Negli ultimi tempi, tuttavia, la malattia si era fatta più aggressiva e le condizioni di salute di Papignani erano peggiorate: una doppia polmonite aveva riacutizzato la fibrosi, costringendolo a rimanere ricoverato a letto in ospedale quasi ininterrottamente dallo scorso dicembre fino alla morte.






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Però se un giornale, magari targato Tosinvest, manda messaggi subliminali ad un magistrato, va tutto bene, o sono ragazzi esuberanti che si lasciano andare?
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Siamo tutti in trepidante attesa di un servizio di Telepartito (pardòn: Telepeggio) in cui qulache anima bella, dolce, candida e pura ci spieghi che la