“Quanto avete fatto in questi decenni e quanto fa il movimento cooperativo nel nostro Paese sottolinea che ancora una volta il ruolo fondamentale per le formazioni sociali e dei corpi intermedi”.
Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, si è rivolto ai cooperatori di Confcooperative (22 i dirigenti giunti a Roma da Reggio Emilia) nel corso dell’Assemblea della centrale cooperativa e dei festeggiamenti per i suoi cent’anni di attività, ricorrenza che poche settimane fa ha portato i cooperatori (con la più consistente delegazione giunta da Reggio Emilia) in udienza speciale da Papa Francesco.
“Il movimento cooperativo – ha detto Mattarella – ha costituito, sin dall’inizio, un tessuto di protagonismo e partecipazione. Per questo l’Assemblea costituente ha preso atto e ha fatto proprio il valore della cooperazione con l’Articolo 45 (tale divenne poi nella versione definitiva della Costituzione), che non soltanto riconosce la funzione sociale della cooperazione, ma dà mandato alla Repubblica di sorreggerla, di promuoverla, di svilupparla, cioè di sostenerla”.
Parlando di cooperative e delle realtà del Terzo Settore, Mattarella ha poi concluso sottolineando che “si tratta di realtà capaci di penetrare in maniera più efficace e più puntuale nel tessuto sociale, più rassicuranti per i nostri concittadini. Per questo ciò che fa il movimento cooperativo nel nostro Paese è decisamente importante”.
All’incontro con il presidente, come si è detto, erano presenti 22 cooperatori reggiani: “le parole del presidente della Repubblica – è stato il commento – rappresentano un grande riconoscimento, ma soprattutto uno stimolo a rafforzare il lavoro del sistema cooperativo avendo a riferimento l’innovazione e la competizione, ma prima ancora il valore della responsabilità, dell’inclusione, della democrazia e della giustizia sociale”.






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