Simone Dallai morto sul lavoro, il 28 maggio a Reggio due ore di sciopero generale

Simone Dallai

Cgil, Cisl Emilia Centrale e Uil Reggio Emilia hanno proclamato due ore di sciopero generale per tutti i settori privati per la giornata di giovedì 28 maggio: l’astensione dal lavoro sarà effettuata nelle ultime due ore di ogni turno e potrà essere estesa dalle Rsu e dalle Rsa nelle singole aziende.

La decisione arriva all’indomani del tragico infortunio avvenuto alla Mazzoni srl di Corte Tegge, a Cavriago, in cui è morto Simone Dallai, operaio di 47 anni.

Tragedia a Cavriago, operaio morto schiacciato da un muletto alla Mazzoni

“Siamo vicini alla famiglia di Simone, ai suoi colleghi e a tutta la comunità colpita da questa tragedia. Ma oggi il cordoglio non basta più. Quanto accaduto è inaccettabile, perché morire sul lavoro non può diventare un fatto ordinario. Non qui, a Reggio, dove dall’inizio dell’anno tre persone non sono più tornate a casa e dove la cultura del lavoro, che è cultura di vita e dignità, dovrebbe essere motivo di azione e non di imbarazzi”, denunciano le tre organizzazioni sindacali.

Per Cgil, Cisl e Uil “ogni volta ci ritroviamo a stringerci attorno a una famiglia distrutta, a dire che non deve accadere più. Ma se dopo il dolore non cambiano le condizioni reali nei luoghi di lavoro, se la prevenzione e la formazione restano sulla carta, se la sicurezza continua a essere vissuta da troppe imprese come un costo e non come il primo dovere, allora il rischio è che tutto si ripeta. E questo non possiamo più accettarlo”.

Le tre sigle sottolineano il ruolo fondamentale svolto ogni giorno dai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, aziendali (Rls) e territoriali (Rlst): “L’impegno dei nostri Rls e Rlst è costante, serio, prezioso. Ma da solo non può bastare. Servono più ispettori, più medici del lavoro, più controlli, più formazione vera. Serve soprattutto una cultura della salute e sicurezza che entri fino in fondo nell’organizzazione del lavoro e, soprattutto, negli obiettivi delle imprese. A loro chiediamo di costruire un cambio di passo vero e sincero”.

Il punto, per Cgil, Cisl e Uil, è anche il rallentamento dei tavoli territoriali aperti con Comune e Provincia di Reggio Emilia: “Registriamo troppi rinvii, troppe resistenze, troppi atteggiamenti dilatori da parte delle associazioni datoriali. La sicurezza non può essere oggetto di melina. Le risposte imprenditoriali continuano a essere insufficienti su questioni decisive: misure concrete per tutelare lavoratrici e lavoratori esposti al caldo estremo, regole più stringenti negli appalti pubblici, strumenti capaci di alzare davvero il livello di prevenzione in tutti i luoghi di lavoro”.

Per questo le tre organizzazioni sindacali hanno chiesto un incontro urgente al prefetto di Reggio, in qualità di rappresentante del governo sul territorio: “Serve che questa emergenza venga assunta da tutte le istituzioni per quello che è: una questione democratica e sociale. La sicurezza sul lavoro non può restare affidata alla buona volontà dei singoli o alla spinta emotiva dopo l’ennesima tragedia”, ma “deve essere sostenuta anche da una nuova iniziativa nazionale: chiediamo al governo di introdurre regole, investimenti e strumenti capaci di far decollare una vera strategia di prevenzione, non una gestione dell’emergenza dopo l’ennesima morte”.



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