C’è un nuovo, ennesimo terreno di scontro tra Fratelli d’Italia e il Laboratorio AQ16 di Reggio Emilia dopo che, in seguito a un’interrogazione presentata dal partito di Giorgia Meloni in Sala del Tricolore, il Comune ha dovuto ammettere che allo stato attuale non risultano agli atti convenzioni o titoli formali che disciplinino l’uso degli spazi del centro sociale reggiano, attivo in via Fratelli Manfredi (nella zona dell’ex Foro Boario) da oltre 23 anni.
A far insorgere AQ16, stavolta, è stato un post pubblicato su Facebook da Cristian Paglialonga, capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio comunale, che accosta la situazione dello spazio sociale reggiano alla terribile strage di Capodanno a Crans-Montana, in Svizzera: l’incendio divampato nel locale Le Constellation provocò la morte di quarantuno persone, molte delle quali minorenni (sei di loro italiane o italo-svizzere), e il ferimento di altre 115 persone.
“Sapete cosa accomuna certe amministrazioni? Chiudere gli occhi finché non succede una tragedia”, scrive nel post Paglialonga, alludendo ai mancati controlli del Comune svizzero emersi dall’inchiesta sui fatti del primo gennaio.
“Le regole su agibilità, prevenzione incendi, capienza e sicurezza non esistono per fare burocrazia. Esistono per salvare vite umane”, prosegue il consigliere di Fratelli d’Italia: “Eppure a Reggio scopriamo che per oltre 20 anni in un luogo dove si organizzano concerti ed eventi con centinaia di giovani non risultano agli atti autorizzazioni edilizie, agibilità, certificazioni antincendio o licenze di pubblico spettacolo. E la cosa più grave è che loro stessi ammettono di sapere da anni cosa accadeva lì dentro. Quindi la domanda è inevitabile: se sapevate, perché non avete fermato tutto?”.
E ancora: “Quando succedono tragedie come quella di Crans-Montana tutti piangono, tutti parlano di sicurezza, tutti promettono controlli. La vera responsabilità è prima. È quando si sceglie di far rispettare le regole. Oppure quando si sceglie di chiudere gli occhi. Io non chiuderò gli occhi. Le regole sulla sicurezza valgono per tutti. Sempre”.
L’accostamento, però, non è stato per niente apprezzato dagli attivisti del Laboratorio AQ16: “Alla destra il potere dà alla testa. La destra reggiana è ormai senza freni inibitori e mostra il suo volto e il suo modo di fare politica. Fratelli d’Italia sta utilizzando strumentalmente una tragedia umana per attaccare un’amministrazione, una città, un centro sociale. Fratelli d’Italia usa i 41 morti e i 115 feriti di Crans-Montana per fare propaganda politica”.
Il centro sociale fa anche nomi e cognomi ben precisi: “Aragona e Paglialonga attribuiscono all’amministrazione e al centro sociale AQ16 una presunta ‘responsabilità morale’ per un fatto tragico avvenuto altrove, mai accaduto in città. Aragona e Paglialonga fanno tutto ciò sui social network con il preciso intento di scatenare i leoni da tastiera e gli haters che li popolano. Aragona e Paglialonga si devono vergognare per quanto hanno detto e scritto in questi giorni. Aragona e Paglialonga non sono degni di rappresentare la città di Reggio Emilia e la sua gloriosa storia di civiltà, solidarietà e cura delle persone. Reggio Emilia merita una politica all’altezza della sua comunità, non chi la infanga con questi beceri attacchi strumentali”. Poi la chiosa: “Sciacalli, vergogna!”






Le persone per bene che rispettano la legge, soprattutto, coloro che svolgono attività pubbliche (soggette ai controlli di regolarità), devono solo ringraziare Aragona e Paglialonga per aver portato a conoscenza queste irregolarità!
Sarebbe interessante sapere dal Comune quanto ha incassato per l’affitto dei locali, in ben 23 anni!!!