Nella notte tra lunedì 9 e martedì 10 febbraio una donna e un ragazzino palestinesi, entrambi pazienti oncologici provenienti dalla Striscia di Gaza, sono arrivati in Emilia-Romagna per ricevere finalmente le cure e le terapie necessarie.
La giovane donna, una trentaduenne con neoplasia oculare, è stata ricoverata all’arcispedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia, mentre il ragazzino, un undicenne con patologie onco-ematologiche, è stato trasferito all’Ospedale dei Bambini di Parma per essere preso in carico dall’équipe della Pediatria e dell’Oncoematologia, in collaborazione con il reparto di Pediatria generale e d’urgenza.
Entrambi hanno viaggiato su voli di Stato italiani atterrati nella notte all’aeroporto di Milano Linate: successivamente sono stati trasportati in ambulanza presso le strutture ospedaliere di destinazione. La donna è arrivata a Reggio accompagnata da quattro familiari, mentre il bambino è giunto a Parma assieme ai genitori e a un fratello: sette persone in tutto, dunque, oltre ai due pazienti, per le quali – in accordo con le Prefetture di Reggio e Parma – è stata trovata un’adeguata sistemazione, in modo da consentire loro di stare vicino ai propri cari durante tutto il periodo necessario per i trattamenti; nel frattempo sono stati attivati anche i servizi di mediazione culturale.
Dall’inizio del conflitto nella Striscia di Gaza, l’Emilia-Romagna ha partecipato a cinque missioni umanitarie per motivi sanitari: dall’agosto del 2024 a oggi gli ospedali del territorio regionale hanno preso in carico tredici persone, dodici delle quali minorenni; sono stati inoltre offerti sostegno e alloggio a un totale di 42 familiari.
L’operazione rientra nella missione MedEvac (Medical Evacuation), realizzata nell’ambito del meccanismo europeo di Protezione civile.
“Abbiamo fin da subito sentito il dovere di fare la nostra parte per aiutare chi, da quel territorio duramente segnato dalle atrocità della guerra, necessita di cure complesse”, sottolineano il presidente della Regione Michele de Pascale e l’assessore regionale alle politiche per la salute Massimo Fabi: “Anche per questa giovane donna, per il bimbo e i loro familiari mettiamo a totale disposizione l’eccellenza della nostra rete ospedaliera, le competenze e l’umanità dei nostri professionisti e delle nostre professioniste. Cogliamo l’occasione per ringraziarli del lavoro che svolgono di fronte a casi delicati come questi, nei quali ai vissuti dolorosi della malattia si unisce il dramma della guerra e delle sue conseguenze. Attraverso le cure e le terapie, desideriamo arrivi a questi pazienti anche l’abbraccio solidale della nostra comunità regionale”.






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