Il consiglio comunale di Reggio Emilia, nella seduta di lunedì 21 settembre, ha respinto la mozione di iniziativa popolare “Per un miglior servizio rifiuti e il contenimento dei costi alle famiglie reggiane”, promossa dall’associazione Reggio Emilia Ripuliamoci e da Coalizione civica.
I voti a favore sono stati 10 (Coalizione civica, Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega, lista civica Per Reggio Emilia/Tarquini), quelli contrari invece 21 (Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, lista Marco Massari sindaco, Europa Verde-Possibile).
La mozione chiedeva alla giunta Massari di avviare, entro la fine del 2026, una procedura di gara pubblica per l’affidamento del servizio di raccolta e gestione dei rifiuti urbani, “per ristabilire una reale competitività nel settore, assente da oltre dieci anni”, e di prevedere, nella fase preparatoria della gara, strumenti di trasparenza e monitoraggio dei costi, “garantendo ai cittadini e alle realtà territoriali l’accesso ai dati relativi alla formazione delle tariffe e alla qualità del servizio”.
Il documento, inoltre, chiedeva al Comune di Reggio di completare la tariffa puntuale (Tcp) “rendendola un sistema economicamente premiante e meritocratico per il cittadino”, attraverso una riduzione della quota fissa e un effettivo incentivo economico basato sulla minore produzione di rifiuto indifferenziato, secondo il principio “chi meno produce, meno paga”; di riportare in house, con una gestione pubblica comunale, la parte che riguarda gli accertamenti, i contenziosi e le attività anti-evasione; di migliorare, infine, la qualità del servizio di pulizia e di raccolta dei rifiuti.






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