Cadavere nei boschi di Genova, il Dna conferma: è l’uomo scomparso a Reggio

Kante Jean Amadou Dia – AN

Le analisi genetiche dei carabinieri del Ris di Parma hanno confermato che il cadavere della persona finora non identificata ritrovato il 9 settembre scorso in un bosco a Ronco Scrivia, nel territorio comunale di Genova, è quello di Kante Jean Amadou Dia, l’operaio di 32 anni di origine senegalese di cui si erano perse le tracce alla fine di maggio tra Reggio Emilia e Piacenza.

La Procura di Genova, tramite il pubblico ministero Giuseppe Poletti, ha disposto l’autopsia sul corpo per stabilire le cause del decesso: il 10 novembre sarà affidato l’incarico a un medico legale, il professor Francesco Ventura.

L’ultimo contatto tra il trentaduenne (che aveva annunciato di volersi trasferire a Piacenza per motivi di lavoro) e la famiglia, residente a Reggio, risale al 31 maggio scorso: da quel momento il telefono dell’uomo – che in passato era stato anche seguito dal centro di salute mentale di Reggio – è risultato sempre irraggiungibile.

La denuncia di scomparsa, però, risale solo all’inizio di luglio: “Non viveva più in famiglia”, spiegò a settembre l’avvocata Barbara Iannuccelli dell’associazione Penelope, che assiste i familiari della vittima, “e loro non si sono subito allarmati. Pensavano si stesse ambientando nella nuova città e non volevano pressarlo”.

Il corpo di Kante Jean Amadou Dia, scoperto per caso da un cercatore di funghi, secondo le stime si trovava in quel punto da almeno un mese, forse due. Accanto al cadavere è stato ritrovato anche uno zaino con bottiglie di superalcolici, confezioni di psicofarmaci e un telefono cellulare, il cui contenuto è al vaglio degli inquirenti.

Una delle ipotesi è che il decesso possa essere sopraggiunto per un’overdose di medicinali, ma le indagini sono ancora in corso: sarà l’autopsia a fornire qualche elemento in più per capire cosa sia veramente successo.



Non ci sono commenti

Partecipa anche tu