Per la morte del 63enne Stefano Daveti, spirato dopo tre giorni di agonia trascorsi nel reparto di rianimazione dell’ospedale di Parma dopo essere stato aggredito e massacrato di botte con una spranga nella serata di venerdì scorso, a Morsiano di Villa Minozzo, sono stati accusati di omicidio volontario in concorso Emore e Cristian Chesi, padre e figlio, di 66 e 47 anni, i due vicini di casa della vittima.
Nel frattempo continuano gli accertamenti della Procura di Reggio Emilia guidate dal pubblico ministero Maria Rita Pantani, che aveva già disposto l’autopsia sul corpo del 63enne che da circa 10 anni si era trasferito da La Spezia sull’Appennino reggiano. L’esame si terrà martedì 2 luglio al Policlinico di Modena.
I carabinieri, poi, che stanno continuando nelle investigazioni hanno sequestrato una spranga e un paio di guanti che sono ritenuti essere stati utilizzati per l’aggressione, poi rivelatasi mortale del 63enne.






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