L’arcivescovo di Reggio Emilia, monsignor Giacomo Morandi in questi giorni ha inviato una lettera alle parrocchie cittadine nella quale spiega che se catechisti, lettori, accoliti e ministri straordinari dell’Eucaristia, qualora intendano candidarsi in vista delle elezioni (a Reggio Emilia in giugno si vota per le comunali), dovranno sospendere il proprio servizio. Il monsignore giustifica il fatto spiegando che “in questo modo si eviteranno contrapposizioni e tensioni frutto dell’appartenenza all’uno o all’altro degli schieramenti”.
Il capo della chiesa reggiana aggiunge anche che “non sarà possibile ospitare nelle chiese e nelle strutture diocesane e/o parrocchiali incontri o dibattiti in vista della tornata elettorale; ciò per evitare che i nostri ambienti possano diventare luoghi di campagna elettorale”. E inoltre, come “quanti intendano candidarsi in qualsiasi lista alle prossime elezioni debbano dimettersi da ruoli di responsabilità ricoperti in diocesi o nelle parrocchie, pertanto saranno senz’altro declinati gli incarichi pastorali diocesani o quelli nei consigli parrocchiali – scrive l’arcivescovo –. Con l’occasione rinnovo tale divieto anche per coloro che rivestono mandati ministeriali”.
Certamente uno scritto destinato a fare discutere quello dell’arcivescovo Giacomo Morandi che precisa come sia “pacifico il diritto dovere dei cittadini cattolici, come di tutti gli altri cittadini, di cercare sinceramente la verità e di promuovere e difendere con mezzi leciti le verità morali riguardanti la vita sociale, la giustizia, la libertà, il rispetto della vita e degli altri diritti della persona, nel contempo è doveroso insistere nella distinzione dei ruoli e dei servizi resi nella comunità ecclesiale da quelli approntati nel consesso civile”.






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