Una retta regionale graduata per le Cra attraverso l’applicazione dell’Isee come alternativa all’aumento generalizzato. E’ la soluzione condivisa tra Regione Emilia-Romagna e sindacati per chiudere la vertenza sul caro-rette, per altro deciso dalla stessa Regione che dopo un decennio di quote invariate nonostante la forte crescita dei costi di gestione ha deciso un aumento di 4,10 euro al giorno a carico delle famiglie. Incremento che, ora, dovrebbe attenuarsi per i redditi medio-bassi.
Le nuove quote basate sull’Isee entreranno in vigore a partire da gennaio 2025, in concomitanza col nuovo sistema di accreditamento. Per quanto riguarda quest’anno, la Regione ha deciso di aggiungere fin dal primo assestamento di bilancio altri 10 milioni di euro sul fondo sociale regionale “per ridurre l’importo delle rette a carico degli utenti con condizioni economiche medio basse”. Sono Cgil, Cisl e Uil e le loro sigle pensionati a rendere noto l’esito della trattativa. “Si tratta- affermano i sindacati- di risultati importanti, frutto della mobilitazione sindacale avviata nei territori e della pressione esercitata sull’opinione pubblica, sulle forze politiche e sui livelli istituzionali comunali e distrettuali, facendo maturare consenso attorno alle proposte delle organizzazioni sindacali”. Questi risultati, “uniti alla ribadita volontà di concludere positivamente il confronto sull’accreditamento- fanno sapere ancora Cgil, Cisl e Uil- permettono alle organizzazioni sindacali di revocare le iniziative di mobilitazione che erano state programmate, compresa la manifestazione già convocata davanti alla Regione per il 13 febbraio”.
Resta però “condivisa” la preoccupazione, affermano ancora i sindacati, “per la grave carenza di finanziamenti nazionali a sostegno delle politiche sociali, della non autosufficienza e della sanità pubblica, che ha condizionato anche questa vicenda e che continua a rappresentare una pesante ipoteca per il futuro del sistema sociosanitario della Regione Emilia Romagna, impegnato in uno sforzo di innovazione che salvaguardi quelle caratteristiche che l’hanno reso un punto di riferimento nel panorama nazionale per quantità e qualità dei servizi pubblici erogati”.






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