Park Zucchi, Lega: “Consiglio comunale escluso dalle scelte, pretendiamo tutti gli atti”

Alessandro Rinaldi Lega al mic – FB AR

L’atto di risoluzione consensuale dell’affidamento in concessione dei parcheggi ex Caserma Zucchi e Park Vittoria, approvato dal consiglio comunale di Reggio Emilia nella seduta di lunedì 27 luglio, “è una delle delibere economicamente più rilevanti degli ultimi anni e, proprio per questo, avrebbe richiesto il massimo livello di trasparenza e di approfondimento”, lamenta il capogruppo della Lega in Sala del Tricolore Alessandro Rinaldi.

“È invece accaduto l’esatto contrario: il progetto è stato presentato pubblicamente appena una settimana prima del voto e il consiglio comunale è stato chiamato a pronunciarsi su un’operazione da oltre 4,6 milioni di euro senza il tempo necessario per analizzare in maniera compiuta tutta la documentazione istruttoria. È una forzatura istituzionale che considero inaccettabile”.

“Ho votato convintamente contro”, spiega Rinaldi, “perché ritengo che il consiglio comunale non possa essere trasformato in un semplice notaio delle decisioni già assunte dalla giunta e dagli uffici. Il nostro compito è controllare, verificare e pretendere chiarezza quando vengono impegnati milioni di euro dei cittadini. Trovo inoltre singolare che si chieda ai reggiani di sostenere un’operazione milionaria a favore di un concessionario che, secondo quanto emerso pubblicamente, non versa il canone dovuto al Comune dal 2018 e che, nonostante ciò, nel 2023 ha ottenuto anche un ulteriore affidamento relativo ai parcheggi della Mediopadana. Sono circostanze che meritano risposte puntuali e convincenti, non slogan sulla presunta convenienza dell’operazione”.

Le osservazioni tecniche formulate sulla relazione istruttoria, secondo il capogruppo leghista, “evidenziano inoltre numerosi profili che, a mio giudizio, avrebbero imposto un supplemento di approfondimento prima del voto: dalla quantificazione dell’indennizzo alla valutazione dell’inadempimento del concessionario, fino all’effettiva convenienza economica dell’operazione per il Comune”.

Per questo Rinaldi ha annunciato l’intenzione di richiedere un accesso agli atti per ottenere tutta la documentazione istruttoria, i pareri, le relazioni tecniche e ogni elaborato che ha portato alla delibera in questione: “Quei documenti avrebbero dovuto essere messi a disposizione del consiglio prima della votazione, non dopo. Solo così i consiglieri avrebbero potuto esercitare il proprio mandato con piena consapevolezza. Analizzerò ogni singola carta. Se dall’esame degli atti dovessero emergere profili di illegittimità, carenze istruttorie, contraddizioni nella motivazione o altri elementi di criticità, non esiterò a segnalarli nelle sedi competenti. Quando si spendono milioni di euro pubblici non possono esserci zone d’ombra”.

L’impressione, conclude Rinaldi, “è che si sia chiesto al consiglio comunale un atto di fiducia, mentre io credo che il consiglio debba essere messo nelle condizioni di esprimere un voto informato. La trasparenza non si misura dai comunicati stampa, ma dalla completezza degli atti messi a disposizione dei consiglieri e, di conseguenza, dei cittadini”.



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