La Procura di Bologna ha aperto un fascicolo che vede iscritte nel registro degli indagati 12 persone per gli scontri tra manifestanti e forze dell’ordine scoppiati nella serata del 20 luglio scorso nel centro storico di Bologna, durante le proteste e i disordini seguiti alla morte di Abderrahim Fakir, l’uomo marocchino di 42 anni deceduto il giorno prima nel quartiere Pilastro durante un intervento “contenitivo” da parte di due agenti della Polizia di Stato.
L’indagine è affidata al pubblico ministero Stefano Dambruoso: gli indagati sono accusati, a vario titolo, di resistenza a pubblico ufficiale, travisamento e danneggiamento.
Tra loro c’è anche il ragazzo di 20 anni che fu arrestato durante i disordini e poi, il giorno successivo, dopo l’udienza di convalida, fu rimesso in libertà con un divieto di dimora nel territorio della città metropolitana di Bologna. Per lui il processo inizierà il prossimo 9 settembre.
Durante quelle ore di guerriglia urbana sono rimasti feriti ben 64 poliziotti e sono stati causati danni che, per quanto riguarda il solo patrimonio pubblico della città, ammontano a quasi duecentomila euro.






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